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Decreto Bollette, dal tetto al prezzo del gas alle coperture: ecco che cosa c’è dietro ai rinvii

Da Palazzo Chigi si parla di un rinvio di “pochissimi giorni”, ma restano alcuni nodi da sciogliere

Decreto Bollette, dal tetto al prezzo del gas alle coperture: ecco che cosa c’è dietro ai rinvii

Decreto bollette rinviato, ma il governo assicura: “Lunedì arriva in Cdm”. Ecco che cosa sappiamo

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, dietro i continui rinvii del decreto Bollette-bis, oltre ai nodi sulle coperture finanziarie e ai rilievi della Ragioneria, ci sarebbero anche le tensioni tra i diversi interessi del mondo energetico. A dividere il comparto è soprattutto il tetto al prezzo del gas: una misura pensata per alleggerire i costi delle imprese energivore, ma che potrebbe tradursi in nuovi oneri per i produttori elettrici. Una divergenza di interessi che si riflette anche nella frattura apertasi il 2 novembre, quando Elettricità Futura ha lasciato Confindustria Energia. Tra le ragioni della rottura ci sarebbe il dissenso sulla linea tenuta dalla federazione rispetto al meccanismo del tetto al gas, oltre al malcontento per le richieste fiscali rivolte al settore.

Parallelamente, il governo starebbe valutando una soglia di compensazione intermedia fino a un massimo indicativo di 15 €/MWh per coprire la differenza tra il prezzo di mercato del combustibile e il valore di riferimento stabilito dal decreto e andare così incontro alle richieste dei produttori termoelettrici. Un possibile aggiustamento del meccanismo rispetto all’impostazione circolata finora, che potrebbe contribuire a ricomporre le tensioni con il comparto elettrico e favorire il via libera al provvedimento. Secondo quanto riportato da Bloomberg, le compensazioni sarebbero finanziate attraverso oneri applicati al mercato elettrico e ripartiti sulla base dei consumi dei clienti. La bozza del decreto prevederebbe, tuttavia, esenzioni per l’energia già coperta da contratti a prezzo fisso.

Ad ARERA spetterebbe definire l’entità effettiva dei rimborsi, nel rispetto dei criteri fissati dal decreto, e vigilare affinché il beneficio venga effettivamente trasferito nelle offerte presentate dai produttori sul mercato elettrico.

Il nodo delle coperture

Tra le questioni che hanno rallentato l’approvazione del decreto, come già accennato, ci sono i rilievi della Ragioneria generale dello Stato. Secondo quanto ricostruito nelle ultime ore- si legge su QualEnergia- il problema riguarderebbe soprattutto la contabilizzazione delle risorse destinate a finanziare una misura di riduzione degli oneri di sistema per le imprese gasivore. I fondi derivano dalla vendita delle riserve di gas accumulate durante la crisi energetica del 2022 e sono stati incassati nel 2026 dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea). Gli interventi di riduzione delle bollette, invece, scatterebbero nel 2027. La Ragioneria avrebbe quindi chiesto di chiarire il disallineamento temporale tra l’acquisizione delle risorse e il loro utilizzo, per evitare effetti negativi sui saldi di finanza pubblica nell’esercizio successivo. Resta inoltre da definire il finanziamento dell’altro intervento centrale del decreto, quello sul tetto al prezzo del gas per la produzione elettrica.

Il nuovo appuntamento è fissato per lunedì. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, intervenendo a margine dell’Urania Policy & Business Forum, ha parlato di un rinvio di “pochissimi giorni”, spiegando che l’esecutivo sta lavorando per individuare la soluzione più efficace per famiglie e imprese. Anche fonti del Mase hanno assicurato che il testo illustrato da Pichetto Fratin durante il Consiglio dei ministri è ormai definitivo e che il provvedimento tornerà all’esame del governo il 9 novembre.

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