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Del Vecchio, dopo il Fatto spunta Cipriani. E all’Harry’s Bar cambia anche l’acqua…

Leonardo Maria Del Vecchio avrebbe messo gli occhi sull’impero dell’ospitalità dei Cipriani. Intanto nei locali del gruppo sarebbe arrivata una piccola rivoluzione: fuori la storica San Benedetto, dentro Fiuggi. Una coincidenza?

Del Vecchio, dopo il Fatto spunta Cipriani. E all’Harry’s Bar cambia anche l’acqua…
Leonardo Maria Del Vecchio

C’è chi per capire dove tira il vento guarda i mercati finanziari, chi studia le partecipazioni societarie e chi, più semplicemente, ordina un bicchiere d’acqua. Perché a volte i grandi affari cominciano dalle piccole cose. Anche da una bottiglia appoggiata sul tavolo di un ristorante. E se il ristorante è uno dei locali Cipriani, quella bottiglia potrebbe raccontare una storia decisamente interessante.

Il protagonista, ancora una volta, è Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica e sempre più determinato a costruire un proprio universo imprenditoriale. L’ultima operazione finita sotto i riflettori è l’acquisto del 2% del Fatto Quotidiano, una partecipazione che ha fatto discutere per l’accostamento tra uno degli eredi di una delle maggiori fortune italiane e il giornale diretto da Marco Travaglio. Ma l’editoria potrebbe essere soltanto una delle tessere del mosaico. Perché, secondo indiscrezioni tutte da verificare, Del Vecchio avrebbe messo gli occhi anche sul mondo Cipriani. Non è chiaro se si tratti di un interesse preliminare, di contatti già avviati o semplicemente di una suggestione circolata negli ambienti dell’alta ristorazione.

A rendere il retroscena particolarmente curioso, però, sarebbe una vicenda apparentemente marginale. Giuseppe Cipriani, figlio di Arrigo, avrebbe infatti deciso di cambiare le abitudini dei locali del gruppo, introducendo l’Acqua Fiuggi, che fa capo proprio a Del Vecchio, al posto della San Benedetto della famiglia Zoppas, storicamente servita nei ristoranti Cipriani. Non un semplice ampliamento della carta delle acque, dunque, ma, stando a quanto si racconta, una sostituzione piuttosto repentina e generalizzata.

Naturalmente, una bottiglia d’acqua non basta a dimostrare l’esistenza di una trattativa societaria. E sarebbe azzardato attribuire a questa scelta un significato che, almeno per ora, nessuno ha confermato. Resta però la singolarità della coincidenza: mentre circolano voci su un possibile interesse di Del Vecchio per Cipriani, nei ristoranti del gruppo farebbe il suo ingresso proprio un marchio riconducibile all’imprenditore.

E qui il retroscena si fa ancora più gustoso. Perché la presunta rivoluzione dell’acqua non sarebbe stata accolta da tutti con entusiasmo. Arrigo Cipriani, custode di una tradizione che ha fatto dell’Harry’s Bar di Venezia un’istituzione internazionale, non avrebbe particolarmente apprezzato la novità voluta dal figlio Giuseppe. Anche questa, beninteso, è una circostanza che attende conferme.

Del resto, nell’universo Cipriani i dettagli non sono mai soltanto dettagli. Il servizio, le abitudini, i prodotti scelti e perfino i rituali più semplici fanno parte di un’identità costruita nel corso di generazioni. Cambiare l’acqua può sembrare poca cosa, ma per una clientela abituata a ritrovare sempre gli stessi punti di riferimento anche una bottiglia diversa può diventare materia di discussione.

Che cosa c’è, dunque, dietro questa presunta staffetta tra San Benedetto e Fiuggi? Una normale decisione commerciale? Una scelta autonoma di Giuseppe Cipriani? Oppure il primo, minuscolo indizio di un rapporto destinato a diventare ben più importante? Al momento non ci sono elementi per scegliere una risposta piuttosto che un’altra.

Di certo, se le indiscrezioni sull’interesse di Del Vecchio per Cipriani dovessero trovare conferma, la vicenda assumerebbe tutt’altro sapore. Per ora siamo nel territorio delle voci, delle coincidenze e dei segnali da interpretare con prudenza. Ma c’è una conclusione che si può già trarre: nel mondo dei grandi patrimoni e dell’alta ristorazione, persino un bicchiere d’acqua può diventare un affare da seguire. Soprattutto quando, improvvisamente, cambia etichetta.

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