Diesel, brutte notizie: Trump vuole bloccare l’export
Donald Trump sta pensando a un blocco per 90 giorni delle esportazioni di diesel. Una mossa che però potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol con svantaggi generali per tutti. Il suo obiettivo sarebbe quello di agevolare gli americani: “Ne abbiamo tanto, teniamolo qui per abbassare i prezzi”. In realtà l’effetto, in base all’analisi di molti studi, sarebbe il contrario. I prezzi secondo gli esperti calerebbero solo all’inizio, e solo nel Golfo del Messico, ma in altri Stati salirebbero ancora di più. E dato che dal petrolio non si produce solo diesel, schizzerebbero anche tutti gli altri carburanti. Si calcola che con questo blocco verrebbe meno il 10% di carburante a livello europeo con i prezzi che salirebbero a livelli davvero allarmanti. Per questo in molti ad altissimi livelli stanno scongiurando di Trump di non procedere in questa direzione.
L’amministrazione Trump ha allentato temporaneamente i limiti sulle ore di servizio per i camionisti che trasportano benzina e diesel, nel tentativo di ridurre i rischi di carenze e contenere i costi del carburante. Lo ha annunciato il segretario ai Trasporti, Sean Duffy. La deroga, con una durata di 90 giorni, consente ai conducenti di lavorare fino a 16 ore nell’arco di 24, rispetto alle 14 previste dalle norme ordinarie, purché rispettino i periodi di riposo obbligatori. I camionisti che necessitano di riposo immediato dovranno comunque osservare 10 ore consecutive di pausa prima di riprendere il servizio.
Intanto il costo del diesel negli Usa continua a salire e ha superato il record storico di 6,5 dollari al gallone. Alcuni repubblicani al Congresso hanno chiesto all’amministrazione di imporre un divieto o una sospensione di 90 giorni sulle esportazioni statunitensi di gasolio, dando priorità agli agricoltori e agli autotrasportatori nazionali che si trovano ad affrontare prezzi altissimi a causa della guerra contro l’Iran.


