Leone XIV dopo l’operazione al polmone: “buon umore” e primi passi. Così si sono ammalati i Papi prima di lui
Papa Leone XIV ha trascorso bene la notte al Policlinico Gemelli, dove è ricoverato da martedì a seguito di un intervento di rimozione di un adenocarcinoma polomonare: si è alzato e ha fatto colazione, e sarebbe di buon umore. Questa mattina ha anche concelebrato messa, al decimo piano dell’Ospedale Gemelli. A comunicarlo la Sala stampa vaticana, che riferisce di un decorso post-operatorio regolare. Inoltre, secondo quanto comunicato dai medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora, i controlli di routine sono risultati nella norma, con la radiografia del torace che ha mostrato la buona ripresa del polmone operato. Le udienze pubbliche sono state annullate fino al 20 ottobre per consentirgli di recuperare.
Intanto, la notizia preoccupa fedeli da ogni parte del mondo, ma non è la prima volta che la salute di un Papa tiene il mondo con il fiato sospeso, e non è un caso che succeda ancora al Gemelli, l’ospedale che Giovanni Paolo II chiamava “Vaticano 3”. Da Wojtyla a Francesco, passando per le crisi respiratorie e le polmoniti, la storia clinica dei Pontefici è stata spesso una storia di malattie.
Le malattie dei Papi
I dati clinici sui primi secoli sono scarsi e spesso leggendari: molti Papi morirono martiri e non per malattia. Uno dei casi meglio documentati è quello di Gregorio Magno, morto nel 604 dopo anni di gotta e disturbi digestivi che lo costringevano spesso a letto e a governare la Chiesa da malato. Nel Medioevo, quando Roma era una città malarica, le febbri decimavano i Pontefici. Il caso più noto è Urbano VII, morto di malaria nel 1590 dopo 13 giorni di pontificato, il più breve della storia. Anche Sisto V morì di malaria, nello stesso anno.
Alessandro VI morì nell’agosto 1503, quasi certamente di malaria, anche se circolarono voci di avvelenamento. Pio III regnò 26 giorni nel 1503, minato da un’ulcera alla gamba. Leone XI, Papa per 27 giorni nel 1605, si ammalò dopo la cerimonia di insediamento, durante la quale prese freddo. Giulio II ebbe febbri ricorrenti e fu a lungo accusato, forse a torto, di avere la sifilide. Pio V, canonizzato, morì nel 1572 per una forma di calcolosi che gli causava dolori continui. Alessandro VII (1667) e Innocenzo XI (1689) soffrirono entrambi di calcoli renali. Qualche secolo dopo, Leone XIII morì nel 1903 a 93 anni dopo una polmonite: resta il Papa più longevo della storia.
Più legata a leggenda la morte di Pio X, al secolo Giuseppe Sarto, che morì il 20 agosto 1914 a 79 anni, poche settimane dopo lo scoppio della Grande Guerra, dopo un periodo di salute declinante con problemi respiratori e cardiaci. La tradizione popolare attribuì la sua fine al dolore per il conflitto: una sorta di crepacuore. Per una broncopolmonite morì Benedetto XV, nel gennaio 1922, a 67 anni. Pio XI, diabetico e cardiopatico, ebbe più attacchi di cuore nel 1936-37 e morì il 10 febbraio 1939, a 81 anni. Pio XII soffrì per anni di disturbi gastrici e di un singhiozzo persistente; nel 1954 superò una malattia gravissima e morì il 9 ottobre 1958 a Castel Gandolfo, a 82 anni, dopo un ictus. Giovanni XXIII ebbe un tumore allo stomaco: morì il 3 giugno 1963, a 81 anni, dopo una lunga agonia seguita dal mondo intero.
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Gli ultimi 50 anni
Negli anni Settanta le condizioni dei Papi erano comunicate con grande riservatezza. Paolo VI, operato alla prostata nel 1967 e afflitto da problemi articolari, morì il 6 agosto 1978 a 80 anni dopo una crisi cardiaca. Poche settimane dopo, il 28 settembre, morì Giovanni Paolo I, a 65 anni e dopo 33 giorni di pontificato: si parlò di infarto, ma l’assenza di autopsia non permise di accertare la causa.
Dopo l’attentato del 13 maggio 1981, che lo portò d’urgenza al Gemelli (da lui ribattezzato “Vaticano 3”), Wojtyla affrontò un’infezione da citomegalovirus, l’asportazione di un tumore benigno all’intestino nel 1992, la frattura del femore con protesi all’anca nel 1994 e l’appendicectomia nel 1996. Dagli anni Novanta comparvero i segni del Parkinson, ufficializzato dal Vaticano nel 2001. Nel febbraio 2005 una crisi respiratoria portò a nuovi ricoveri e a una tracheotomia. Morì il 2 aprile 2005, a 84 anni, per shock settico e collasso cardiocircolatorio.
Benedetto XVI non lasciò il pontificato per una malattia: portava però un pacemaker, aveva avuto un’emorragia cerebrale nel 1991 e si era fratturato un polso nel 2009. Morì il 31 dicembre 2022, a 95 anni. A Papa Francesco fu asportata, da giovane, parte del polmone destro per una grave infezione. Da Papa fu operato alla cataratta nel 2019, al colon nel luglio 2021 e per un laparocele nel giugno 2023, e soffrì di problemi al ginocchio, sciatalgia e bronchiti. Il 14 febbraio 2025 fu ricoverato al Gemelli per una polmonite bilaterale e vi restò 38 giorni. Morì il 21 aprile 2025, a 88 anni, per un ictus seguito da coma e collasso cardiocircolatorio.
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