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Economia

Il governo porrà oggi la questione di fiducia alla Camera sul Dl Imu-Bankitalia. E' quanto è emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il voto sulla fiducia si terrà domani in giornata mentre l'esame degli ordini del giorno e il voto finale sul provvedimento è previsto tra lunedì e martedì prossimi. Il dl, già approvato dal senato, deve essere convertito in legge entro il 29 gennaio. A prendere la parola è stato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, il quale ha precisato che la fiducia è posta sul testo della commissione che è "identico" al testo arrivato dal Senato.  Non è stata, dunque, concessa alcuna deroga alle 24 ore di stop dei lavori parlamentari previsto in questi casi dal regolamento di Montecitorio. Per questo motivo, a causa dell'apposizione della fiducia sul dl Imu-Bankitalia, salta il voto per l'adozione del testo base sulla legge elettorale in Commissione affari costituzionali. Quando viene posta la fiducia, infatti, i lavori parlamentari si fermano per 24 ore a meno di diverse decisioni per le commissioni.

Mentre il ministro Franceschini illustrava le ragioni che inducono il governo a porre la questione di fiducia sul decreto, Massimo Corsaro (Fratelli d'Italia) ha iniziato a contestare dal suo posto ad alta voce, urlando "state svendendo Bankitalia, vergognatevi". Il deputato di Fdi è stato richiamato all'ordine dalla presidenza dopo di che è stato invitato ad abbandonare l'aula, tra le proteste dei suoi colleghi di gruppo. La protesta di Fdi è continuata e il presidente di turno, Luigi di Maio, ha aggiunto: "collega Meloni possiamo far esprimere il ministro per favore?". Proprio Giorgia Meloni ha spostato la protesta su Twitter: "Letta privatizza Bankitalia svendendola ai suoi amici delle banche. E per paura degli emendamenti mette la fiducia. La rapina del secolo".

Nella votazione di inizio gennaio, Palazzo Madama aveva dato il via libera al decreto legge che contiene l'abolizione della seconda rata Imu, che viene sostituita dalla 'mini-rata', le norme su Bankitalia e l'aumento degli acconti Irap e Ires. L'aula aveva approvato il provvedimento con 142 voti favorevoli, 94 voti contrari e 2 astenuti. In quell'occasione, l'aula aveva approvato un emendamento della commissione Finanze che ha aumentato le quote nominative di partecipazione al capitale dell'istituto di via Nazionale da 20 a 25mila euro e limitato la possibilità di detenerle alle banche, le imprese di assicurazione e agli enti e istituti di previdenza aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia.

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