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Dopo Briatore via un altro socio: brutte notizie per il Camineto del compagno di Santanchè

La conseguenza più visibile della crisi è l’uscita dal capitale della Zanklon Capital di Natale Giostra, che deteneva circa il 5% della società

Dopo Briatore via un altro socio: brutte notizie per il Camineto del compagno di Santanchè

Dopo Briatore fugge un altro socio: brutte notizie per il Camineto

Un bilancio chiuso in perdita, un patrimonio netto sprofondato sotto zero e un socio di minoranza che sbatte la porta. È il quadro che emerge dagli ultimi documenti depositati dalla El Camineto srl, la società che controlla lo storico ristorante e locale di Cortina d’Ampezzo (Belluno), frequentato da una clientela d’élite italiana e internazionale.

Come scrive Milano Finanza, il 2025 si è rivelato un anno da dimenticare: i ricavi sono scesi da 2,9 a 2,5 milioni di euro, mentre la perdita è quasi raddoppiata, passando dai 125 mila euro del precedente esercizio a 323 mila euro. A pesare ulteriormente sui conti ci sono debiti per oltre 3 milioni di euro e una liquidità in contrazione, calata anno su anno da 521 mila a 387 mila euro.

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Eppure la nota integrativa descrive un modello di business solido, caratterizzato da forte stagionalità invernale, posizionamento di fascia alta con una rilevante componente di food, beverage e intrattenimento, e una clientela in gran parte abituale.

L’addio di Zanklon Capital

La conseguenza più visibile della crisi è l’uscita dal capitale della Zanklon Capital di Natale Giostra, che deteneva circa il 5% della società e che segue a distanza di poco più di un anno l’addio di Flavio Briatore, avvenuto alla fine del 2024. Il nuovo libro soci appena depositato fotografa così l’assetto attuale: la Thor di Dimitri Kunz d’Asburgo, compagno dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, sale al 45,43% del capitale, mentre lo stesso Kunz d’Asburgo detiene a titolo personale un ulteriore 9,32%. Il restante 45,25% fa capo alla Ghs dell’oligarca kazako Andrey Alexandreovich Toporov. I due soci rimasti si sono di fatto spartiti la quota lasciata libera da Giostra.

Lo scontro in assemblea

Ma come si è arrivati alla rottura? Durante l’assemblea di approvazione del bilancio, Kunz d’Asburgo ha attribuito la perdita all’impatto negativo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, disputate lo scorso febbraio. Una spiegazione che non ha convinto Zanklon Capital: il socio di minoranza ha votato contro, sostenendo — come riportato nel verbale — che il bilancio evidenziasse una perdita di natura strutturale, non adeguatamente analizzata, in assenza sia di un piano industriale prospettico sia di qualsiasi organo di controllo indipendente.

E, scrive Milano Finanza, il conto delle perdite non si è fermato lì. Dopo l’assemblea, Kunz d’Asburgo ha presentato ai soci una situazione patrimoniale aggiornata al 31 marzo 2026, dalla quale sono emersi ulteriori 328 mila euro di rosso, tali da portare il patrimonio netto in territorio negativo per 464 mila euro.

La ricapitalizzazione

Per rimettere in sesto la società, gli azionisti hanno coperto una parte del passivo (80 mila euro) attingendo alle riserve, mentre altri 200 mila euro sono stati ripianati azzerando il capitale sociale per pari importo.

Il capitale è stato poi ricostituito per 200 mila euro, con un sovrapprezzo complessivo di 464 mila euro da liberare per cassa o mediante compensazione di crediti. Toporov e Kunz d’Asburgo hanno approvato l’operazione; Zanklon Capital ha votato ancora una volta contro e, non sottoscrivendo la ricapitalizzazione, è uscita definitivamente dal capitale.