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Economia

 

 

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Per il momento la deflazione non è un pericolo mentre la bassa inflazione è un dato di fatto. Uno scenario che, anche se secondo il presidente della Bce Mario Draghi si renderà più chiaro a dicembre, "certamente non si esaurirà nel breve periodo". Tanto da spingere l'Eurotower ad approfittarne per procedere a un taglio dei tassi, già al minimo storico, di un altro 0,25% e sostenere così la ripresa economica. Una mossa che è stata immediatamente salutata con favore da Roma.

"E' una grande notizia quella di oggi. La Bce ha a cuore le sorti della crescita e della competività dell'Europa. E' una scelta importante e positiva, mirata a contrastare il rafforzamento abnorme dell'euro", ha commentato infatti il premier, Enrico Letta.

E in effetti che la crescita sia ben presente nei pensieri di Mario Draghi, banchiere che, come statuto, ha solamente la mission ufficiale di preservare la stabilità dei prezzi, si capisce dalle parole usate dal presidente della Bce durante la tradizionale conferenza stampa che si svolge al termine della riunione dell'Eurotower. Condotta che, dopo l'accellerazione dell'Eurotower nei primi anni del mandato di Draghi sul fronte delle misure non convenzionali, fa sempre di più assomigliare l'istituto centrale di Francoforte alla Federal Reserve americana.

La disoccupazione nell'Eurozona "resta elevata" e "il consolidamento nel settore pubblico e privato continua a pesare sull'attività economica", ha esordito infatti Draghi che prevede una "ripresa dal ritmo lento", legata in primis a un "graduale miglioramento della domanda interna, sostenuta dalla politica monetaria accomodante" dell'Eurotower, a un "progressivo rafforzamento delle esportazioni" poi, nonchè alla "graduale trasmissione all'economia reale dei miglioramenti dei mercati finanziari". Insomma, un trend positivo, ma che è debole e che va puntellato. Anche giocando un po' con le aspettative degli operatori sull'andamento futuro del costo del denaro.

Così, la Bce ha "confermato la sua forward guidance dello scorso luglio, ovvero che il costo del denaro resterà ai livelli attuali, o ancora più bassi, per un periodo esteso di tempo", finchè necessario. Una ripresa economica graduale da sostenere con "tutti gli strumenti  a disposizione", ha precisato Draghi, che ha fatto capire di non essere per niente preoccupato del fatto che l'Eurotower, con l'ulteriore ribasso di oggi, ha ancora a disposizione soltanto un altro 0,25 di taglio per quanto riguarda la tradizionale arma dei tassi.

Sul fronte tassi, Draghi ha le unghie quasi spuntate del tutto, ma il banchiere rilancia e fa capire di non essere finito nell'angolo. Sul costo del denaro "non abbiamo ancora toccato il fondo", ha ricordato infatti e "abbiamo a disposizione un'ampia gamma di strumenti da attivare prima di raggiungere il fondo", ha concluso. Quindi, forza con la crescita, perché l'economia dell'Eurozona ha i "fondamentali più forti del mondo" e la deflazione non è un problema, perché Draghi può pompare ancora liquidità nel sistema.  

 

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