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Economia
Draghi mette le ali all'export Ue. "Come guadagnare col mini-euro"

A una settimana dalla mossa a sorpresa della Banca Centrale Europea, che ha tagliato ancora il costo del denaro nell'Eurozona (portando il tasso di rifinanziamento principale allo 0,15% e quello sui depositi allo 0,2%) e ha annunciato un imponente programma di quantitative easing, si cominciano a toccare con mano i primi effetti benefici della Draghi-strategia.

Se per veder calare la rata del mutuo o per quantificare i risparmi in fatto di interessi sul debito pubblico bisognerà aspettare ancora un po', il mini-euro è giù una realtà. La moneta unica continua infatti a predere terreno nei confronti del dollaro e  da un paio di giorni viaggia poco sopra quota 1,29.

Proprio ciò che sperava il presidente Draghi, la cui mossa ha proprio l'obiettivo di indebolire l'euro, dando così vigore all'export Ue, e di far importare inflazione ai Paesi membri per scacciare lo spettro deflazione dal Vecchio Continente.

Naturalmente tutto ciò avrà un impatto notevole anche sui mercati finanziari. E lo sa bene Goldman Sachs, che dopo mesi torna a puntare i riflettori sull'azionariato europeo.

“A seguito delle decisione della Bce di giovedì di tagliare ulteriormente i tassi di interesse e degli annunci del presidente Mario Draghi di un imponente programma di riacquisto di titoli di Stato che secondo alcune stime potrebbe attestarsi intorno al trilione di euro, riteniamo maggiormente interessante il comparto azionario, mentre è probabile che i rendimenti sull'obbligazionario aumentino ad un ritmo più lento”, spiega la banca d'affari ai propri clienti.

E se tutto l'azionariato potrà dare soddisfazioni agli investitori ( "Ci aspettiamo solidi ritorni da tutte le principali regioni, guidati soprattutto dalla crescita degli utili e dei dividendi"), America e Giappone compresi, è l'Europa a promettere i più lauti ritorni. Goldman Sachs stima infatti una crescita rispettivamente del 6 e del 12% dell'utile per azione sul 2014 e sul 2015.

In particolare, consigliano gli analisti, è il momento giusto per puntare sui ciclici dove lo sconto rispetto ai titoli difensivi è tornato ai livelli del 2009.  Non tutti però : meglio sovrappesare “banche, auto e tecnologici”, mentre conviene aspettare per quanto riguarda industriali, costruzioni, media e viaggi. State lontani, avverte infine il broker, da retail e materie prime.

 

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