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Economia
"Nessuna al sicuro dopo gli stress test". Ecco l'italiano che affossa le banche tricolori

Non c'è pace per le banche italiane. Neanche il tempo di stappare le bottiglie, soprattutto a Vicenza (dove il presidente della Popolare berica Giovanni Zonin è anche uno dei campioni nazionali del vino tricolore), ma anche alla Popolare di Milano, al Banco Popolare di Pier Francesco Saviotti, al Credito Valtellinese o in Veneto Banca per festeggiare per aver superato i terribili stress test della Bce (grazie alle operazioni di rafforzamento del capitale intraprese nel 2014), che una nuova bufera si è abbattuta su di loro in borsa.

Il motivo? Le incaute dichiarazioni del presidente dell'Eba, l'European Banking Authority, Andrea Enria. Un italiano, con laurea in Bocconi, le cui regole già al tempo della crisi del debito sovrano avevano fatto venire il mal di bile ai banchieri italiani a causa dell'enorme quantità di Btp di cui erano infarciti i bilanci degli istituti nazionali. Parole, forse poco soppesate, dall'impatto dirompente e che se pronunciate da un'alta autorità comunitaria, rischiano d'invalidare tutto l'effetto-credibilità portato in dote per il sistema bancario del Vecchio Continente dai rigidi esami dell'Eurotower.

"La storia non finisce qui, anche per le banche che li hanno passati", ha affermato Enria nel corso di una conferenza a Berlino, secondo cui anche le banche che hanno superato gli stress test non dovrebbero sentirsi troppo al sicuro. Dichiarazioni bomba soprattutto per le 25 bocciate (su un totale di 131) da Francoforte, di cui fanno parte anche le 12 che hanno coperto in corner gli shortfall di capitale. Gruppetto che annovera anche molti istituti italiani: Banco Popolare, Bper, Bpm, Pop Sondrio, Popolare di Vicenza, Credito Valtellinese e Veneto Banca (Mps e Banca Carige, sono state chiamate a nuove azioni per colmare la carenza di capitale rispettivamente pari a 2,11 miliardi di euro e 814 milioni).

E così, dopo un'apertura positiva, Piazza Affari, complice anche il profondo rosso della borsa di Atene (per la trattativa con la Troika per l'uscita dal programma di aiuti) ha ingranato la retromarcia accelerando al ribasso, trainata al ribasso proprio dal tonfo dei titoli bancari. E' un'ecatombe. Mps sospesa per eccesso di ribasso. Ko le Popolari: Bpm -4,98%, Banco Popolare -5,2%. Anche le solidissime Unicredit e Intesa vanno giù: la prima è congelata, la seconda perde oltre il 4%. Anche Mediobanca va male: -2,72%.

Anche i listini europei, su cui hanno pesato anche le conclusioni della Federal Reserve che ha usato toni più determinati in vista del rialzo dei tassi d'interesse, sono negativi: Londra scende dello 0,94%, Francoforte cede l'1,6% e Parigi l'1,08%. Madrid cala del 2,22%.

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