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Economia
Enel, il debito cala più delle attese

Ricavi a 75,8 miliardi di euro (78,7 miliardi nel 2013, -3,7%), Ebitda a 15,7 miliardi di euro (16,7 miliardi nel 2013, -6,0%) e indebitamento finanziario netto in calo a 38,0 miliardi di euro (39,7 miliardi nel 2013, -4,3%). Sono i principali risultati di bilancio conseguiti da Enel nel 2014.

Secondo i risultati consolidati preliminari dell'esercizio 2014 approvati dal Cda, i ricavi di Enel ammontano a 75,8 miliardi di euro, in diminuzione del 3,7% rispetto ai 78,7 miliardi di euro del 2013, "prevalentemente per effetto dei minori ricavi da vendita e trasporto di energia elettrica connessi alle minori quantita' generate e vendute in un contesto economico caratterizzato da un persistente calo della domanda, nonche' per la variazione dei tassi medi di cambio delle varie valute locali in cui il Gruppo opera (in particolare in America Latina ed in Russia) rispetto all'euro".

L'Ebitda (margine operativo lordo), pari a 15,7 miliardi di euro, "e' in diminuzione del 6,0% rispetto ai 16,7 miliardi di euro del 2013, per effetto essenzialmente del diverso contributo derivante dai risultati economici relativi alle operazioni di cessione di partecipazioni. Escludendo tali partite, infatti, l'Ebitda e' pari a 15,5 miliardi di euro (15,8 miliardi di euro nel 2013) e registra una riduzione dell'1,9% da attribuire sostanzialmente alla variazione dei tassi di cambio, il cui effetto e' parzialmente compensato dal miglioramento del margine sulle vendite di energia elettrica sul mercato italiano".

   L'Indebitamento finanziario netto a fine 2014 infine e' pari a 38,0 miliardi di euro, in diminuzione di 1,7 miliardi di euro rispetto ai 39,7 miliardi di euro registrati alla fine del 2013. Tale riduzione riflette gli effetti positivi della gestione corrente, particolarmente significativi nel quarto trimestre dell'anno, nonche' i flussi di cassa derivanti dalle operazioni straordinarie (tra le quali si segnala il collocamento del 21,92% del capitale di Endesa). "Tali effetti positivi sono stati parzialmente compensati dal fabbisogno generato dal pagamento dei dividendi e dagli investimenti del periodo, oltre che dall'effetto negativo (pari a 1,1 miliardi di euro) delle differenze del cambio connesse principalmente al debito a medio e lungo termine in valuta diversa dall'euro".

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