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Economia
Engie con l'innovazione energetica, benefici per i consumatori

In questa edizione si è avvalso del contributo scientifico di Bocconi - IEFE, oltre che della rinnovata collaborazione di The European House - Ambrosetti.
A vent’anni dal proprio avvio, nel 1996, il processo di liberalizzazione nell’elettricità e nel gas in Europa ha riportato molti progressi a favore dei consumatori, ma ancora ulteriori passi avanti dovranno essere fatti per raggiungere l’obiettivo finale di un mercato dell’energia unico e competitivo. 

Le dinamiche sono state differenti nei singoli paesi, ma, in linea generale, i consumatori sono ora liberi di scegliere il loro fornitore in termini di prezzo, fonti di approvvigionamento (ad esempio, energie rinnovabili), varietà e confrontabilità di offerte; anche i servizi aggiuntivi sono stati ampliati per soddisfare al meglio le esigenze di ciascun consumatore; sono sempre più garantite trasparenza e vigilanza sulle pratiche commerciali. Il sistema denota una maggiore efficienza, gli investimenti per assicurare una più alta qualità del servizio sono aumentati, le forniture sono state sempre più diversificate per ridurre i rischi geopolitici; i mercati all’ingrosso hanno maggiore liquidità, con segnali di prezzo più affidabili e meno legati al petrolio. 

Tuttavia, vi sono ancora questioni, normative e tecnologiche, per completare il processo di integrazione e massimizzare i benefici per i consumatori:
- la componente fissa delle bollette, non legata all’energia, è eccessivamente elevata, rendendo difficile per i produttori più efficienti la differenziazione dei prezzi, a tutto vantaggio dei clienti finali;
- i consumatori, che pur avrebbero la possibilità di cambiare fornitore, non sempre hanno consapevolezza delle opportunità del mercato, manifestando inerzia al cambiamento o non relazionando il proprio profilo di consumo alle offerte disponibili; 
- è ancora significativa la presenza di contratti di fornitura regolati;
- non esiste, come in altri settori, una banca dati di cattivi pagatori e, quindi, non si possono attivare meccanismi di contrasto di morosità e frodi;
- manca un sistema di regole per offrire servizi altamente innovativi, come soluzioni prepagate (come nella telefonia), ottimizzazione dei consumi, reattività alla domanda; deve diffondersi lo smart metering e il brand unbundling integrato in attività di distribuzione e vendita è necessario ad assicurare trasparenza e competitività.

 

Durante il Forum, Aldo Chiarini, numero uno di ENGIE in Italia, ha ricordato che “l’Europa è nata sulla base di una precisa volontà politica di ricostruzione dopo le sciagure della seconda guerra mondiale, puntando proprio su energia e materie prime, con la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (C.E.C.A.), nel 1951, ben prima del Trattato fondativo di Roma (1957). Adesso che dobbiamo affrontare una situazione economica meno drammatica ma altrettanto difficile, l’Europa potrebbe ripartire integrando il fattore energia, che rappresenta il principale motore della crescita”.

Chiarini ha ricordato che “l’UE importa il 53% della sua energia ad un costo di circa 400 miliardi di euro, ma che al tempo stesso è leader nell’innovazione energetica, con il 40% di tutti i brevetti internazionali nelle fonti rinnovabili”.
Secondo Chiarini, “la transizione energetica è già in atto; il pacchetto “Energy Union” è positivo, ma va concretizzato; il gas deve rimanere centrale nel mix europeo perché complementare alle rinnovabili e sicuro grazie alla diversificazione; i mercati elettrici vanno riformati per adeguarli alla crescita delle rinnovabili e il prezzo della Co2 deve essere la bussola comune per tutti, per guidare la sostenibilità dell’energia in Europa e nel mondo, nella maniera più efficiente”. 

Più in dettaglio, alcuni dati evidenziati nella documentazione presentata dall’Osservatorio ENGIE, con il contributo di Bocconi - IEFE:

SWITCHING RATE (percentuale di cambiamento del fornitore) da parte dei consumatori domestici:
In Italia, nel solo 2013, è stato di poco inferiore all’8% (otto su cento hanno cambiato), raddoppiato rispetto alla media anni 2008-2012; i clienti Italiani denotano più mobilità a confronto con la media UE28 (6%), compresi tedeschi (meno del 6%) e francesi (2%); ma al di sotto di spagnoli (13%) e britannici (12%);

PREZZI FINALI ELETTRICITA’ E GAS, FAMIGLIE E IMPRESE:
l’Italia, su tutti i quattro parametri, è sopra la media UE28. A confronto con i quattro paesi UE maggiori (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna) è quasi sempre al primo posto, talvolta al secondo, dei prezzi più alti;
IL COSTO DEL GAS: si è avuta una riduzione in bolletta della componente “materia prima” grazie allo sviluppo dei mercati spot in Europa, in sostituzione della precedente indicizzazione al petrolio, tipica dei contratti “long term”;

IMPOSTE E ONERI NELLA BOLLETTA:
PER I CONSUMATORI DOMESTICI: fatto cento il costo totale, in Italia, l’energia in senso stretto pesa solo per il 31% a fronte di oneri di rete per 26%, tasse per 20%, incentivi alle rinnovabili per il 23%;
nel nostro Paese, la componente in bolletta dell’energia in senso stretto, a confronto di tutti gli altri paesi UE, è nella fascia bassa; mentre l’Italia è al primo posto nel contributo alle rinnovabili;
PER IL TOTALE DEI CONSUMATORI: i costi di approvvigionamento e vendita, sono ormai meno del 50% (49,4% nel 2014; dal 61% del 2004), mentre le imposte sono passate dal 9% di dieci anni fa all’attuale 13,3%; di molto cresciuti gli oneri generali di sistema, saliti dal 9,4% del 2004 al 21,4% del 2014; in calo i costi di rete, dal 20% al 15,8% stesso periodo;

INCENTIVI ALLE RINNOVABILI: 
nel 2014, i costi sono stimati intorno ai 12 miliardi di euro; ancora in crescita rispetto al 2013, quando furono di 10,7 miliardi di euro, di cui 10 pagati direttamente dai consumatori in bolletta (componente A3);
la Germania e l’Italia sono i paesi che, pur con significative differenze nelle rispettive cifre, finanziano maggiormente le FER; a notevole distanza tutti gli altri paesi europei, compresi Francia, Regno Unito, Spagna (questa sostanzialmente assente);
nel sondaggio presentato durante il Forum di ENGIE, su un campione rappresentativo di cittadini lombardi, il 47% non sa che i sussidi alle FER sono inseriti nella propria bolletta; il 48% non è d’accordo che lo siano; il 60% non è stato in grado di fornire una stima di quale cifra per le FER sia addossata in bolletta;

TASSAZIONE ENERGETICA (elettricità, gas e carburanti):
SUL PIL: 2,9% in Italia (2,5% nel 2000), mentre è tra l’1,6% e l’1,8% in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna;
SUL TOTALE DELLA TASSAZIONE: 6,6% in Italia (6,1% nel 2000), con percentuali del 3,5 della Francia, il 4,4 della Germania, il 4,8 della Spagna e il 5,4 del Regno Unito;
TASSAZIONE ELETTRICITA’ E GAS SUL TOTALE DELLA FISCALITA’ ENERGETICA: sempre riferiti all’Italia, rappresenta il 21%;

MERCATO GAS:
VENDITORI ATTIVI IN ITALIA: cresciuti dai 290 del 2009 ai 330 del 2013:
CONSUMI TOTALI E IMPORT: dai 47.000 miliardi di metri cubi del 1990, passando al picco degli 86.000 del 2005, ai 61.400 del 2014. Di questi, 6 m.m.c. sono di produzione nazionale. La quota dell’incumbent sul totale importato è diminuita dall’88% del 1997 a quasi il 50% del 2013;

MERCATO ELETTRICITA’:
VENDITORI ATTIVI IN ITALIA: cresciuti dai 135 del 2007 ai 272 del 2013;
GRADO DI APERTURA: la quota di mercato detenuta dai primi quattro operatori in Italia è in leggera ma costante diminuzione, negli ultimi sei anni: per le utenze domestiche, è passata dal 94% all’86%; per le utenze non domestiche, dal 62% al 59%.

Tags:
energia-consumi-benefici-risparmio
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