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Eni, Descalzi lancia l’allarme per lo stop al gas russo: “Abbiamo un problema”

Blocco di Hormuz e conseguenze. La situazione italiana nel dettaglio anche su diesel, benzina e carburante per aerei

Eni, Descalzi lancia l’allarme per lo stop al gas russo: “Abbiamo un problema”
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La guerra in Iran non solo non è finita ma rischia di aggravarsi e a ormai cinque mesi dalla chiusura di Hormuz questo aspetto è allarmante. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, è intervenuto in audizione alla Camera sulla congiuntura del mercato energetico, spiegando bene la situazione dell’Italia, messa meglio di altri Paesi Ue. L’impatto maggiore della chiusura di Hormuz – in primis per l’Asia, ma anche per Europa e Italia – è “sul gas e sui prodotti” raffinati come benzina, diesel e carburante per aerei, che non possono aggirare il blocco, ha spiegato Descalzi.

Sui prodotti raffinati in particolare, ha detto Descalzi, c’è una “mancanza estremamente elevata“. Il manager del gruppo energetico punta il dito contro le politiche ambientali europee, che hanno portato a ridurre del 20% nell’Unione la capacità di raffinazione. L’Italia ha un problema soprattutto con il carburante per aerei, di cui deve importare metà del fabbisogno, 5 milioni di tonnellate. Mentre ha una situazione “abbastanza equilibrata” sul diesel, che però in questo momento “viene esportato in mercati a premio” – cioè dove i produttori guadagnano di più – e “nessun problema” sulla benzina. Da gennaio poi scatterà lo stop totale all’importazione di gas liquefatto russo. “Questa – sostiene Descalzi – è una preoccupazione per tutta l’Europa”, considerato che in molti Paesi gli stoccaggi “sono molto al di sotto dello scorso anno, tra il 40 e 46%“. Non così in Italia, che “oggi ha il 72% e a gennaio dovrebbe raggiungere il 90”.