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Economia

 

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"Dobbiamo difendere l'euro, altrimenti sarà un disastro. Ma gli Eurobond non sono la via d'uscita dalla crisi". La Germania, ormai in piena campagna elettorale per le elezioni federali del 22 settembre, difende, così, la sua poltica del rigore,  dentro e fuori dai propri confini territoriali. Una posizione ribadita al convegno di Villa Vigoni a Menaggio, tenutosi nel fine settimana, dove esponenti di spicco del mondo politico, culturale ed economico tedesco hanno affrontato i nodi cruciali della recessione in atto, e delle relazioni, sempre un po' sul filo del rasoio, tra il governo del cancelliere Angela Merkel e gli stati membri dell'Unione.

Disciplina e austerità, sono state le parole pronunciate più volte da Michael Best, portavoce del presidente della Deutsche BundesBank. "Nessuna ulteriore concessione ulteriore agli Stati dell'Unione in difficoltà, ha precisato Best. In Germania fino a 10 anni fa c'erano 5 milioni di disoccupati, in molti pensavano che non ci sarebbe stato un futuro per il Paese. E invece oggi abbiamo più offerta che domanda occupazionale; alla base della crescita ci sono le riforme strutturali, quelle riforme che noi abbiamo saputo attuare. Ora tocca a voi italiani- consiglia Best. Non servono nuove tasse, bisogna agire sulle politiche industriali e a niente mettere nuove tasse se non agisci sulle politiche del lavoro, sulle politiche industriali. Riforme, ma anche una classe politica davvero nuova, prosegue Best, capace di guardare avanti di 20 anni. Il ritorno alla lira sarebbe un disastro per l’Italia, provocherebbe un rialzo dell’inflazione senza precedenti".

Scampato default dunque. Per fortuna l'Italia non è la Grecia anche se lo scenario attuale non è del tutto rassicurante. E il dito cade ancora una volta sull'ex premier Silvio Berlusconi, che con le sue vicende giudiziarie, ha tenuto in balia, per troppo tempo, una classe politica divisa e fragile. E' tempo di svoltare. Anche perchè, da Berlino assicurano che la nostra immagine all'estero non è così negativa come vogliono farci credere molti media. “Il vostro problema più grande è la politica –  sottolinea il portavoce della Banca Federale tedesca.  Dovete aver ben chiaro che Bruxelles o Francoforte non possono attuare le riforme al vostro posto. È il governo italiano che deve capire quali sono le priorità e prendere delle decisioni per ridare credibilità all'economia italiana e al Paese". 

"Siete la terza economia della zona euro, ci ricorda il ministro tedesco agli Affari europei Michael Georg Link. Se fallisce l'Italia, sarebbe un guaio irreparabile per tutti. Dovete agire, accelerare i tempi per le riforme, anche perchè state reagendo meglio del previsto".

Sarà. Intanto l'Europa, Italia compresa, si interrogano sullo scenario post-elezioni e forse post- Frau Merkel. "Non cambierà nulla, sia che vinca la CDU della Cancelliera, o la SPD. “I partiti anti euro non hanno attecchito nel Paese. La Germania non vuole rinunciare all’euro e all’Europa. Abbiamo deciso di restare uniti sulla moneta unica, anche se la popolazione tedesca non era d'accordo: la solidarietà ha sempre avuto ruolo determinante".
Aiutare i Paesi della UE in difficoltà, ma no agli Eurobond. E qui il fronte è compatto. La Germania non cede: “Ogni paese membro, avverte Link, deve essere in grado di garantire, in modo autonomo, che la propria economia sia produttiva e competitiva e che le finanze statali siano solide . Solo vincedo questa sfida, l’euro potrà avere lunga vita”.

Gandini Debora

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