L’incidente mortale complica ulteriormente le cose: allarme sicurezza
L’ex Ilva vive il suo (ennesimo) periodo complicato. Ma la situazione nelle ultime settimane si è ulteriormente aggravata, complici le decisioni dei giudici ma non solo. E il gravissimo episodio di due giorni fa, con un operaio morto dopo un volo di 15 metri, pone anche un allarme legato alla sicurezza dell’impianto di Taranto. Il tribunale di Milano ha imposto alcune prescrizioni per la tutela della salute e dell’ambiente, pena lo spegnimento dell’area a caldo a partire dal 24 agosto. Questa sentenza adesso mette a rischio la cessione al fondo di investimento statunitense Flacks Group. Anche se il potenziale acquirente ha fatto sapere che, almeno per il momento, intende proseguire il confronto.
Il rischio che Flacks Group, che aveva anche chiesto uno scudo penale, possa rinunciare all’acquisto esiste. Lo stesso ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, – riporta La Repubblica – ha chiarito che se dovesse saltare la trattativa verrebbe meno anche il prestito ponte di 390 milioni, recentemente autorizzato dalla Commissione europea. Il governo, cui spetterà l’ultima parola, potrebbe trovarsi a un bivio. Da un lato, potrebbe provare comunque a non far cessare in anticipo il ciclo a carbone, pur con tutte le criticità legate a impianti vecchi. Dall’altro, potrebbe procedere allo spegnimento degli altiforni – soluzione che a Taranto invocano in tanti concentrandosi sulla costruzione dei forni elettrici. Sono giorni decisivi per il futuro dell’ex Ilva.

