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Ex Ilva, i sindacati chiedono il ritiro immediato dei licenziamenti: bloccata la provinciale Taranto-Statte, via allo sciopero di 24 ore

Monta la protesta a Taranto, i sindacati si appellano al Governo: si mettano in campo ammortizzatori sociali per le ditte che hanno comunicato gli esuberi

Ex Ilva, i sindacati chiedono il ritiro immediato dei licenziamenti: bloccata la provinciale Taranto-Statte, via allo sciopero di 24 ore

Ex Ilva, situazione incandescente dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha imposto la chiusura dell’area a caldo

Monta la tensione a Taranto attorno all’ex Ilva dopo l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo da parte delle imprese dell’indotto. Davanti alla portineria appalto, nell’assemblea convocata da Fim, Fiom, Uilm e Usb, i sindacati hanno chiesto alle aziende di ritirare subito i licenziamenti e al Governo di mettere in campo ammortizzatori sociali straordinari ad hoc per le ditte che hanno già comunicato gli esuberi. Pietro Cantoro (Fim Cisl) denuncia “un problema importantissimo: coprire con strumenti straordinari le imprese dell’appalto che hanno già dichiarato i licenziamenti collettivi”. E chiede al Governo “un programma industriale vero, rispettoso dell’ambiente e green, perché i lavoratori non possono essere abbandonati al loro destino”.

La preoccupazione è condivisa da Paolo Panarelli (Fim Cisl), che parla di “lavoratori senza ammortizzatori sociali e già raggiunti dalle comunicazioni di licenziamento”. Patrizio Di Ponzio (Fiom Cgil) definisce l’assemblea “un primo segnale di reazione” dopo il riavvio delle procedure da parte di Aigi e annuncia che “si decideranno iniziative opportune, sicuramente una fase di sciopero che coinvolga tutti”. Per i sindacati “il Governo deve garantire questi lavoratori. Non possono restare disoccupati a vita”.

La situazione è diventata ancora più incandescente dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha imposto la chiusura dell’area a caldo. Francesco Brigati (Fiom Cgil) ricorda che i sindacati hanno chiesto più volte un confronto al Governo, “al Mimit e a Palazzo Chigi, senza ottenere risposte”. E annuncia nuove iniziative: dopo l’occupazione della Taranto‑Statte, si valuta anche quella della statale Taranto‑Bari.

Brigati punta il dito contro “un vuoto della politica colmato dai giudici” e avverte che il disastro sociale è imminente: “Servono misure straordinarie oggi, non domani: cassa integrazione, integrazione salariale, estensione dei benefici previdenziali per l’amianto”. Ricorda che nello stabilimento “ci sono ancora 2mila tonnellate di amianto” e che anche i lavoratori dell’appalto devono essere tutelati. “Non possiamo pensare di andare in pensione dopo 44 anni di contributi”, aggiunge. Intanto le sigle sindacali proclamano le prime 24 ore di sciopero, dalle 9 di oggi alle 7 di domani, per tutti i lavoratori dell’appalto dell’ex Ilva. “Non ci fermeremo senza soluzioni e misure straordinarie per tutti”, avvertono.

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