Positive le reazioni dei sindacati dopo il vertice di ieri sera sull’ex Ilva tra governo e sindacati a Palazzo Chigi. “É stato raggiunto un impegno molto importante grazie alla mobilitazione dei lavoratori – commenta Davide Sperti della Uilm -. É stato sottoscritto un documento con il governo che prevede, a parte il decreto legge, la disponibilità a discutere di strumenti di risarcimento come avevamo chiesto da tempo che prevedano sia i lavori usuranti, per chi è stato esposto al ciclo integrale da almeno dieci anni, i prepensionamenti e gli incentivi all’esodo volontario.
C’è poi stata una interlocuzione con le aziende a partecipazione pubblica e si valuteranno gli eventuali interessi reali su progetti di reindustrializzazione entro metà novembre. C’è poi la volontà di creare un progetto industriale, indipendentemente da questa gara che va avanti da troppo tempo e che non ha visto nessun interesse concreto sino a questo momento, anche di prevedere eventualmente una partecipazione pubblica. Un progetto che mantenga un minimo di presidio siderurgico negli stabilimenti di produzione di acciaio primario partendo da Taranto“.
Per Ferdinando Uliano della Fim Cisl, “abbiamo messo dei punti fermi che erano essenziali per rispondere alle iniziative di lotta che i lavoratori avevano messo in campo. Sono punti di partenza per noi, non sono ancora una soluzione, ma ammettono cose significative per il tema dell’industria. Forni elettrici e preridotto sono questioni fondamentali e quindi anche la presenza dello Stato con una sua partecipazione nel progetto di rilancio é fondamentale. Ma anche la presenza delle partecipate pubbliche rappresenta un elemento costruttivo dell’iniziativa industriale e può dare una risposta occupazionale”.
Infine, per Michele De Palma della Fiom Cgil “la lotta paga. La lotta dei lavoratori ha avuto delle prime risposte. Il governo ha riconosciuto che le proposte di continuità produttiva, di decarbonizzazione, di forni elettrici ed anche con l’eventuale partecipazione pubblica, diventano anche un punto di confronto con il governo e non sono solo le richieste dei sindacati e dei lavoratori”.
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