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Economia
Facebook: assunzioni, immobili e Internet.org. I costi dell'impero erodono i margini di Mark Zuckerberg

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Avrà anche aumentato i ricavi trimestrali del 42% (anno su anno) a 3,54 miliardi di dollari grazie al balzo delle vendite pubblicitarie sui dispositivi mobili da cui proviene la quasi totalità degli accessi giornalieri a Facebook (798 milioni su 936 complessivi), ma gli sforzi del miliardario Mark Zuckerberg per portare fisicamente e virtualmente il proprio impero fuori dal bacino della Silicon Valley stanno facendo sentire il proprio effetto sui conti del social network che ha visto i costi schizzare di oltre l'80% rispetto al trimestre di un anno fa. Dinamica che ha eroso i margini: 509 milioni gli utili netti rispetto ai 639 dell'anno precedente.

Gli sforzi di Zuck per espandere Facebook sono fatti, per oltre il 50%, di assunzioni e di programmi di incentivazione del personale, consenguenti agli acquisti di Instagram, il più grande social network al mondo di condivisione di foto e di WhatsApp, applicazione di messaggistica in tempo reale che si è appena lanciata con successo anche nei servizi di telefonia. Acquisti che, insieme al lancio della piattaforma Facebook Messenger, costituiscono secondo gli addetti ai lavori una solida base verso la tariffazione per i servizi attraverso la App. Da qui, la volontà del giovane fondatore di Facebook di spingere sugli investimenti per rendere più organico il proprio colosso dei social network, ma i costi sono saliti anche per l'acquisto di immobili oltre confine per le sedi estere e per gli investimenti in infrastrutture fisiche, come il piano a lungo termine di FB di collegare tutte le aree del mondo al momento scoperte (perché gli utenti non possono permettersi di pagarsi l'accesso) con la rete Web, attraverso Internet.org.

Che i costi sarebbero schizzati (a breve per integrare la famiglia di App e a lungo termine per progetti come Internet.org), Zuckerberg l'aveva messo in previsione, visto che lo scorso anno il fondatore di FB aveva più volte indicato il 2015 come il momento in cui i margini operativi avrebbero potuto subire una battuta d'arresto. Così dopo che i costi hanno raggiunto quota 2,6 miliardi di dollari, i guadagni sono scesi conseguentemente dal 43 al 26% rispetto allo stesso trimestre del 2014.

Ma pare che il gioco valga assolutamente la candela, visto che il social network ha continuato ad incrementare la sua base di utenti secondo i target prefissati e cioè a botte di più 13% ogni mese, sfondando la soglia dei 1,44 miliardi di profili a fine marzo. Universo di cui, come detto precedentemente, quasi 800 milioni arrivano dalla navigazione attraverso smartphone. Ecco che Zuck continua a contare, e a ragione, sul mobile advertising che frutta ben il 73% delle proprie entrate pubblicitarie, contro il 59% di un anno fa.

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