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Lo stillicidio di imprese italiane prosegue. Nel trimestre appena concluso ci sono stati 2.500 fallimenti, 14 mila liquidazioni volontarie e oltre 680 procedure di insolvenza diverse dai fallimenti.

Nei primi nove mesi dell’anno sono state 62mila le aziende chiuse, il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2012. Sono i risultati di uno studio di Cerved Group. E non è ancora finita. Raggiunto da Affaritaliani.it, l'ad della società Gianandrea De Bernardis afferma che "nel 2014 il picco della crisi sarà alle spalle, ma la situazione rimarrà difficile: non ci allontaneremo di tanto dai livelli del 2013”.

E i livelli del 2013 sono deprimenti. I dati confermano la natura sistemica della crisi: la crescita dei fallimenti dei primi nove mesi riguarda tutte le forme giuridiche, tutte le aree geografiche e macro-settori, +14% nei servizi, +11,7% nella manifattura, che inverte il trend positivo registrato nel corso del 2012, e +9,7% nelle costruzioni.

Il Nord Est, dopo una diminuzione dei primi nove mesi del 2012, si trova a fronteggiare nello stesso periodo di quest’anno un aumento del 18%; il fenomeno cresce con tassi a due cifre anche al Sud e nelle Isole, area che sempre nei primi nove mesi dell’anno ha riportato un incremento del 12%. Il fenomeno non risparmia neanche il Nord Ovest e il Centro che segnalano rispettivamente incrementi dell’8,9% e 12%.

Crescono nel terzo trimestre anche le liquidazioni di aziende in bonis, ossia senza precedenti procedure concorsuali: 14mila aziende, +5,3%  rispetto allo stesso periodo del 2012, portando così il totale dell’anno a quota 50 mila (+5,2% sull’anno precedente) annotando anche in questo caso un record assoluto in oltre un decennio.

“Ad aumentare sono state soprattutto le liquidazione delle cosiddette scatole vuote, +75%, società che non hanno depositato alcun bilancio nell’ultimo triennio mentre sono diminuite dello 0,9% tra le società di persone. Il fenomeno ha toccato oltre 25mila società di capitale tra gennaio e settembre, un dato che assume una valenza preoccupante se si somma agli incrementi osservati sui fallimenti”, continua De Bernardis. Le liquidazioni di società di capitale crescono in tutte le aree del Paese, con un aumento più marcato nel Nord Ovest, +3,7% e nel Nord Est, +2,6%”.

La difficile fase congiunturale è confermata anche dalle altre procedure di insolvenza monitorate dall’Osservatorio. I dati indicano nel terzo trimestre una crescita del 62% rispetto allo stesso periodo del 2012. Complessivamente, nei primi nove mesi dell’anno i casi sono 2.290 (+43%), con picchi registrati nel Nord Est (+60%) e nel Nord ovest (+44%). “Alla base vi è il boom dei concordati preventivi, che sotto la spinta del nuovo istituto del concordato con riserva, - conclude De Bernardis - sono quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2012 (+91%)”.

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