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Fed verso un nuovo rialzo dei tassi? L’analista: “Dalla tensione sui mercati per l’IA ai Treasury Usa: ecco che cosa aspettarsi”

La Fed si prepara a riunirsi e a lasciare i tassi di interesse fermi nel corso della due giorni di riunione che si apre oggi. Il commento dell’analista Miche Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia

Fed verso un nuovo rialzo dei tassi? L’analista: “Dalla tensione sui mercati per l’IA ai Treasury Usa: ecco che cosa aspettarsi”
Kevin Warsh

La Fed si prepara a riunirsi e a lasciare i tassi di interesse fermi nel corso della due giorni di riunione che si apre oggi. A una settimana dalle elezioni di metà mandato, la banca centrale americana si avvia a scegliere una posizione attendista per non esporsi a critiche su possibili interferenze al voto. Secondo gli analisti, però, tutti i dati indicano la necessità di un rialzo dei tassi per domare un’inflazione che, dall’ultima riunione di settembre, si è solo inasprita. Il rischio è quindi che la Fed si trovi a dover aumentare il costo del denaro di mezzo punto alla riunione dell’8 e 9 dicembre, l’ultima dell’anno. Secondo Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia, “qualsiasi segnale di un’ulteriore stretta monetaria, in particolare nell’eventualità di un rialzo già a dicembre, potrebbe avere ripercussioni significative, soprattutto considerando che anche le principali banche centrali dei Paesi sviluppati stanno orientandosi verso politiche monetarie più restrittive”.

“Un elemento incoraggiante, spiega l’analista, è rappresentato dal contesto più disteso che accompagna la riunione della Fed di questa settimana, con i rendimenti obbligazionari a lungo termine che mostrano segnali di stabilizzazione. Dopo diversi anni in cui gli investitori si sono interrogati sulla capacità delle obbligazioni di offrire un’efficace protezione dei portafogli, i Treasury statunitensi sembrano aver recuperato il loro tradizionale ruolo di bene rifugio”. “Nelle ultime settimane- continua Sansone- i prezzi dei Treasury sono saliti anche mentre i titoli azionari legati all’intelligenza artificiale erano sotto pressione, riflettendo quelle dinamiche di rotazione settoriale che periodicamente caratterizzano i mercati azionari. La rinnovata domanda di titoli di Stato suggerisce che gli investitori stanno tornando a considerare i Treasury un asset difensivo nelle fasi di maggiore instabilità dei mercati azionari”.

“A differenza dei Treasury, il dollaro statunitense non ha registrato un analogo interesse da parte degli investitori alla ricerca di asset difensivi. Al contrario, la valuta ha mostrato una tendenza al deprezzamento, rafforzando la nostra convinzione che il biglietto verde abbia perso parte del suo tradizionale appeal come bene rifugio”, continua l’analista. “Un’indicazione esplicita da parte della Fed dell’avvicinarsi di un nuovo rialzo dei tassi potrebbe offrire un sostegno al dollaro nel breve termine. Riteniamo tuttavia che tale eventualità non sarebbe sufficiente a invertire la tendenza ribassista della valuta nel medio-lungo periodo“, conclude l’analista.

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