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Economia
I treni locali possono solo peggiorare. Parola dell'ad di Fs Moretti

di Andrea Deugeni
twitter@andreadeugeni

E' sempre colpa degli altri, soprattutto quando si tratta di giustificare un risultato mancato che dipende dalla propria azione. E così al gioco dello scaricabarile, tanto praticato in terra italica, non si è sottratto nemmeno il tanto criticato (la scorsa settimana) amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, manager ex sindacalista Cgil da 850 mila euro all'anno che, in occasione del convegno "Trasporto Pubblico Locale: nodi da sciogliere e sfide future", non ha perso l'occasione per tacere e ha puntato il dito contro lo Stato per i pochi fondi che mette a disposizione del gruppo Fs proprio sulle tratte del trasporto regionale. Quelle più gettonate, perché consentono ai pendolari di raggiungere (miracolosamente, stando ai racconti e alle invettive quotidiane degli abituali viaggiatori su rotaia) ogni mattina il proprio luogo di lavoro. E di riprendere il treno 8 ore dopo per tornarsene a casa. Talchè, sentenzia Moretti, rispedendo le critiche al mittente (e scaricando le colpe sullo Stato) di quanti lamentano i pessimi servizi sulle tratte regionali, per le ferrovie regionali servono più soldi. Il vero problema del trasporto ferroviario regionale, ha detto l'ad di Trenitalia, sono i fondi. "C'è un problema di risorse disponibili, non si si può continuare a dire che bisogna fare quello che la gente desidera senza risorse adeguate".

E poi via un dettagliato snocciolamento di cifre con tanto di confronto internazionale. Trenitalia, ha spiegato il top manager, ricava 13 euro a passeggero chilometro (8,9 da contributi pubblici 4,1 dal costo dei biglietti) contro 18,5 euro a passeggero chilometro delle ferrovie tedesche (9,8 di fondi pubblici e 8,7 dagli utenti) mentre le ferrovie francesi che ricavano 24,5 euro a passeggero/chilometro (16,2 dallo Stato e 8,3 dagli utenti).

Secondo round di numeri, poi, ancora a sostegno della sua tesi. Le ferrovie, in Italia, risultano penalizzate anche rispetto al trasporto extra urbano su gomma che ha ricavi per 17,2 euro per passeggero/chilometro: 11,5 da contributi pubblici e 5,7 dagli utenti. Diversa la situazione nel Regno Unito dove il contributo statale è molto contenuto ma i pendolari pagano dieci volte di più che in Italia. A conferma della scarsità di risorse pubbliche, Moretti ha infine fatto presente che, nel 2012, lo Stato Italiano ha sostenuto una spesa di 34,7 euro per ogni cittadino contro i 65 della Francia e i 51 della Germania.

Suvvia Moretti, se facciamo così, allora aveva ragione il senatore Andreotti che, a proposito delle missioni impossibili, amava dire che "ci sono pazzi che credono di essere Napoleone e pazzi che credono di poter risanare le ferrovie dello Stato". Ma lei non si è sempre vantato di averle invece risanate le ferrovie? Ora l'aspetta la mission impossible del bis con il trasporto regionale. Non scarichi il barile. La gente gliene sarebbe grata. E poi, serviranno a qualcosa i 3 miliardi che intende mettere a servizio dei pendolari?

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