Fmi, crescita confermata allo 0,5% per l’Italia nel 2026 e nel 2027. Ma pesano Medio Oriente e bassa produttività
Il Fondo Monetario Internazionale conferma le sue stime sull’economia italiana: dopo il +0,5% registrato nel 2025 – sostenuto in parte dagli investimenti legati al Pnrr – il Pil crescerà ancora dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, per poi accelerare allo 0,8% nel 2028. È quanto emerge dal rapporto Articolo IV sull’Italia, presentato oggi a Washington. A frenare la crescita nel breve periodo, secondo la capo missione del Fmi Lone Christiansen, sono soprattutto fattori esterni: il conflitto in corso in Medio Oriente e il clima di incertezza che continua a caratterizzare lo scenario economico globale. Guardando più avanti, invece, i freni diventano strutturali: la bassa produttività italiana e una dinamica demografica sfavorevole restano, secondo Washington, gli ostacoli principali alla crescita nel medio periodo.
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Sul fronte dei conti pubblici, il Fondo promuove il percorso di risanamento avviato dal governo, definendolo meritevole di essere sottolineato: il deficit è sceso al 3,1% del Pil nel 2025, con proiezioni che lo vedono scendere ulteriormente al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027. Resta però il nodo del debito pubblico, che nel 2025 si attesta intorno al 137% del Pil: una soglia che per il Fmi richiede un avvio deciso del percorso di riduzione, con l’indicazione di accelerare leggermente il ritmo di consolidamento già nel breve termine. Nel dettaglio, il Fondo ipotizza l’adozione di misure aggiuntive pari a circa l’1% del Pil, puntando su guadagni di efficienza piuttosto che su tagli che possano compromettere la crescita.
Il rapporto offre anche un giudizio positivo sulla tenuta del sistema bancario e finanziario italiano, che il Fmi definisce “sostanzialmente solido, grazie all’efficacia della vigilanza e alla capacità dimostrata dagli istituti di credito di reggere anche scenari avversi estremi.” Una valutazione maturata anche alla luce dei risultati del Programma di valutazione del settore finanziario (Fsap), discusso in occasione della presentazione dell’Articolo IV.

