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Economia
Conti, l'Fmi avverte l'Italia: "Spending review difficile senza toccare le pensioni"

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano nel 2014 indicando una contrazione dello 0,1%. La previsione e' contenuta nel rapporto redatto al termine delle consultazioni secondo l'articolo IV dove si conferma per il 2015 un'accelerazione all'1,1%. Lo scorso luglio, l'Fmi aveva indicato per l'Italia una crescita dello 0,3% quest'anno. "I rischi restano ancorati al ribasso", avvertono gli economisti del Fondo, citando le "tensioni geopolitiche, la possibilita' di una stagnazione e a una bassa inflazione". "Nei primi sei mesi dell'anno il Pil si e' contratto ma le indicazioni delle aziende e le robuste esportazioni suggeriscono un graduale aumento dell'attivita' economica nei prossimi trimestri", dice l'Fmi prevedendo un'accelerazione nel 2015 grazie al miglioramento della situazione del credito e all'effetto delle misure di allentamento monetario decise dalla Banca centrale europea. "Pur in un contesto di crescita particolarmente fiacca - si osserva nel rapporto - l'inflazione e' scesa decisamente sotto l'1% e la disoccupazione ha raggiunto il 12,3%. E se "gli spread sovrani sono diminuiti" le condizioni del credito rimangono stringenti, "soprattutto per le piccole e medie imprese" mentre i "debiti non performanti continuano ad aumentare". L'Fmi stima un tasso di disoccupazione al 12,6% quest'anno e al 12% nel 2015 e raccomanda una "particolare attenzione" nei confronti delle disparita' regionali. La crisi ha investito le diverse regioni italiane in modo diseguale: il Pil e' calato del 6,7% al Nord nel periodo 2007-2013 e ha registrato una contrazione fino al 13,6% al Sud mentre la disoccupazione nel Mezzogiorno e' salita di 4 punti percentuali in piu' rispetto al settentrione, con un gap di produttivita' del 60%.

ANCORA RECESSIONE, CRUCIALI LE RIFORME  - L'Italia fatica ad "uscire dalla balance sheet recession", cioe' dalla recessione generata dai saldi di bilancio e "le prospettive rimangono incerte". Le riforme strutturali sono "essenziali" per rilanciare la crescita. "Condizioni di creditizie stringenti, debolezza patrimoniale delle imprese e rigidita' profondamente radicate continuano a pesare sulla domanda interna", avvertono gli economisti di Washington osservando come l'alto livello del debito pubblico amplifichi le sfide, rendendo il Paese piu' vulnerabile anche rispetto a shock esterni. Secondo l'Fmi, la lentezza del sistema giudiziario e' uno dei principali fattori che pesa sulla debolezza del sistema delle imprese, limitando gli investimenti, facendo aumentare il costo del credito e scoraggiando le assunzioni. "Ci vogliono piu' di 1.000 giorni per far rispettare un contratto in Italia", osserva l'Fmi, indicando la riforma del sistema giudiziario tra quelle prioritarie insieme alla lotta alla corruzione che resta "un serio problema". Senza "riforme significative la crescita e' destinata a rimanere bassa", rimarca l'Fmi sollecitando "profondi cambiamenti strutturali per spingere il potenziale di sviluppo, per assicurare la ripresa e per risolvere le questioni legate all'eccesso di debito".

BENE RENZI E LA SUA "AMBIZIOSA AGENDA POLITICA" - Al Fondo monetario internazionale piace "l'ambiziosa agenda politica" del presidente del consiglio Matteo Renzi. "Le modifiche proposte sul mercato del lavoro, sul sistema giudiziario, sul settore pubblico e sulla legge elettorale rappresentano strumenti importanti per supportare la crescita futura", affermano gli economisti di Washington, sottolineando tuttavia le "forti resistenze politiche" che incombono sul fronte giudiziario e su quello della spending review. "La decisa implementazione di queste riforme e' ora essenziale per creare posti di lavoro - avverte l'Fmi - per aumentare la produttivita' e per far salire il potenziale di crescita dallo stimato basso livello di appena mezzo punto percentuale". Secondo gli esperti dell'Fmi, se realizzate contemporaneamente, la riforma del lavoro, della giustizia e della pubblica amministrazione "si auto-rinforzerebbero generando significative sinergie di crescita".

DEFICIT/PIL AL 3% NEL 2014  - Si attestera' intorno al 3% il rapporto deficit/Pil italiano nel 2014 per poi scendere al 2,1% nel 2015.

URGENTE LA RIFORMA DEL LAVORO: PIU' FLESSIBILITA' E EQUITA'  - Le riforme del mercato in Italia sono "urgenti" per ridurre il dualismo ed incrementare la flessibilita'. Lo sostiene il Fondo, plaudendo all'operato del governo in questa direzione. L'istituzione guidata da Christine Lagarde sottolinea la necessita' di un contratto di lavoro unico con tutele crescenti con l'anzianita'. "Cio' porrebbe i lavoratori in una situazione piu' equa - si legge nel documento - incentivando i datori di lavoro ad investire nel proprio staff".  La riforma del lavoro in Italia e' essenziale ma con il 70% dei nuovi contratti a tempo determinato, l'aumento della flessibilita' incentiva poco l'investimento nei lavoratori e la riduzione del dualismo. "Le riforme del lavoro sono critiche con la disoccupazione che ha raggiunto il massimo dal dopoguerra sopra il 12%" ma se "la flessibilita' e' importante - osservano gli economisti del Fondo - ci sono dei limiti anche sull'impatto che puo' sortire nel migliorare la produttivita' dei lavoratori".

PICCO DEBITO/PIL NEL 2014 AL 136,2%  - Il debito pubblico italiano tocchera' il picco del 136,2% del Pil quest'anno per poi scendere al 135,2% il prossimo. Lo prevede il Fondo monetario internazionale nel rapporto sull'Italia stilato al termine delle consultazioni secondo l'articolo IV. Il deficit e' stimato intorno al 3% del Pil. Il debito e' previsto in crescita rispetto al 132,5 del 2013 "per il rallentamento degli aggiustamenti fiscali - si legge nel rapporto - e per una crescita nominale piu' bassa del previsto".Secondo l'Fmi, la delega fiscale "fornisce un quadro apprezzabile per semplificare e migliorare il sistema fiscale e sara' uno strumento importante per il riequilibrio del bilancio" senza bloccare la crescita. Gli economisti di Washington raccomandano all'Italia la creazione "di un cuscinetto strutturale di bilancio", puntando "ad un modesto avanzo strutturale nel 2015 per ridurre piu' velocemente il debito pubblico". Pur elogiando il consolidamento fiscale portato avanti dalle autorita' italiane negli ultimi anni, il Fondo sottolinea la necessita' di bilanciare il sostegno alla crescita "nel breve termine" e il risanamento dei conti, "indirizzando il livello del debito su un sentiero di discesa nel medio periodo", creando spazio per ridurre le tassi con tagli alla spesa e con la lotta all'evasione fiscale.

SPENDING REVIEW DIFFICILE SENZA TAGLI ALLE PENSIONI - "Ottenere risparmi significativi sarebbe difficile senza intervenire sulla grande spesa pensionistica". "La spesa per le pensioni italiana e' la piu' alta d'Europa - osservano gli esperti dell'Fmi - pari a circa il 30% del totale", mentre per l'educazione e altre spese sociali non-pensionistiche l'esborso e' molto limitato.

POSSIBILE NUOVO TAGLIO DELLE STIME AD OTTOBRE - Il Fondo monetario internazionale potrebbe rivedere nuovamente al ribasso le stime sull'Italia nel World Economic Outlook di ottobre. Lo ha detto Kenneth Kang, capo della missione annuale del Fondo monetario internazionale in Italia.

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