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Economia


 

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Cipro torna alla normalità. Riaprono infatti i battenti la maggior parte delle banche cipriote. Gli istituti di credito sono rimasti chiusi da più di una settimana, esattamente dal 16 marzo scorso, per evitare la corsa agli sportelli dei cittadini intimoriti dalla notizia di un prelievo forzoso sui depositi. Solo le due maggiori banche cipriote, la Bank Of Cyprus e la Laiki Bank, interessate dalla pesante ristrutturazione posticiperanno la riapertura a giovedì 28 marzo.

Torna alla normalità anche la Borsa di Cipro, con la riapertura prevista per oggi. In extremis è stato raggiunto un accordo per il salvataggio della piccola isola del Mediterraneo, che riceverà 10 miliardi di euro di aiuti internazionali per evitare il collasso del suo sistema finanziario.

In cambio, il governo di Nicosia chiuderà la seconda principale banca del Paese, imponendo pesanti perdite ai possessori di depositi non assicurati. Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso a Bruxelles ha dichiarato invece che verrà istituita una "task-force per Cipro, col compito di aiutare le autorità nazionali a ripristinare la stabilità finanziaria" dell'isola. Gli esperti finanziari "lavoreranno a stretto contatto con le autorità cipriote per dare sostegno nell'applicazione del programma UE-Fmi".

I listini europei rimbalzano in apertura dopo la chiusura in ribasso di ieri, legata alle dichiarazioni, poi in parte ritrattate, del capo dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo il quale la ristrutturazione delle banche
di Cipro potrebbe essere considerata un "modello" per future crisi dello stesso genere e ai timori di un downgrade dell'Italia da parte di Moody's.

A Francoforte l'indice Dax guadagna lo 0,25% a 7.890,40 punti, il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,23% a 3.739,97 punti, l'Ftse 100 di Londra segna +0,22% a 6.392,58 punti, l'Ftse Mib di Milano avanza dello 0,56% a 15.731,37 punti, l'Ibex di Madrid si issa dello 0,4% a 8.173,0 punti. Oltre la rimbalzo tecnico, le borse del Vecchio Continente sono sostenute anche dalle parole del presidente della Federal Reserve di Dallas Richard Fischer che si è detto fiducioso sul prosieguo della crescita americana nel 2013. "Continuerà fra il 2 e il 3%", ha detto infatti il banchiere a stelle e strische durante un convegno negli Emirati Arabi.


 

Sul secondario, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti apre stabile a 325 punti dopo il deciso allargamento di ieri, legato in particolare alle voci su un nuovo declassamento dell'Italia. Il rendimento è al 4,59%. Il differenziale Bonos/Bund si attesta a 361 punti per un tasso al 4,95%.

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