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Focus mercati/ Effetto Germania sulle borse. Gli investitori scommettono sulla ripresa

 

Angela Merkel 3

C’è ottimismo in borsa, andamento finanziario che anticipa di solito il trend in atto nell’economia reale. Le borse europee viaggiano infatti ancora positive sulla fiducia innescata dalle aspettative sul dato del Pil del secondo trimestre dell’Eurozona. Un andamento trainato dall’economia tedesca che, secondo alcuni analisti grazie a una buona domanda interna, potrebbe crescere a un tasso superiore allo 0,75% stimato dal ministero dell’Economia tedesco.

Il dato arriverà domani, insieme ai numeri che Eurostat diffonderà sull’economia dell’Eurozona, dove gli economisti si attendono una ripresa dello 0,2%: se così fosse, l’Eurozona uscirebbe dalla recessione per la prima volta da sei trimestri di fila. E così, segno più per tutte le piazze finanziarie del Vecchio Continente.   Il Dax di Francoforte guadagna lo 0,68% a 8.415,76 punti, il Cac 40 di Parigi sale dello 0,51% a 4.092,50 punti, l’Ftse Mib di Milano cresce dello 0,68% a 17.380,07 punti, l’Ftse 100 di Londra segna +0,57% a 6.611,94 punti, l’Ibex di Madrid avanza dello 0,47% a 8.758,5 punti.

L’onda rialzista è sostenuta anche dalla crescita dell’indice Zew, che misura le aspettative sull’economia della Germania, indice salito ad agosto a 42, al top dal marzo scorso, da 36,3 del mese scorso, oltre le attese per un rialzo a 40 punti e dalla chiusura positiva della borsa di Tokyo dopo che il premier giapponese Shinzo Abe ha proposto di tagliare le tasse alle grandi aziende, per controbilanciare il programmato incremento dell’Iva e attirare capitali esteri. Una misura, quest’ultima, che rischia di fiaccare la crescita dell’economia giapponese, la terza al mondo, che avanza meno del previsto. A fine seduta, l’indice Nikkei è salito del 2,57% a 13.867 punti.

La fiducia degli investitori sull’andamento della congiuntura europea si manifesta anche sul mercato secondario, dove lo spread dei titoli di Stato dei Paesi periferici rispetto a quelli tedeschi continua a calare. Il differenziale Btp e Bund scende a 243 punti, il minimo da due anni. Il rendimento scende al 4,15%. Quest’anno lo spread è calato due volte sotto quota 250, a gennaio e a marzo, ma poi è sempre risalito. Stavolta pero’ la discesa e’ frutto dell’azione congiunta del rincaro dei bund tedeschi e dell’allentamento dei decennali italiani e spagnoli. Il differenziale Bonos/Bund è a 276 punti, per un tasso del 4,48%.