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Il blocco degli azionisti italiani di UniCredit pesa sempre di meno nel capitale della banca di Federico Ghizzoni. Già, perché dopo la salita degli americani di BlackRock al 5,03%, il secondo azionista dopo gli arabi di Aabar (6,5) e davanti ai russi di Pamplona (5,011%), secondo alcuni rumors la Fondazione reggiana Manodori sarebbe pronta a ridurre il suo 0,47% in Piazza Cordusio (29,6 milioni di azioni in carico a 4,23 euro per azione) per investire nella Cassa Depositi e Prestiti. Smobilitare quindi capitale per diversificarlo investendo nell'organismo controllato dal Tesoro e dalle fondazioni italiane e guidato da Giovanni Gorno Tempini.

Già l'anno scorso l'ente presieduto da Gianni Borghi si era diluito dallo 0,78% per aver seguito solo parzialmente l'aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro varato da UniCredit a inizio 2012. Una diminutio che potrebbe dunque proseguire anche quest'anno, mettendo sul mercato altri tre milioni di titoli UniCredit. Pacchetto che, se piazzato ai valori attuali, frutterebbe circa 13 milioni di euro. Liquidità da impiegare, oltre che in Cdp, anche nelle erogazioni locali della fondazione, già messe a dura prova dalla crisi e dal calo dei rendimenti del capitale investito.

Anche se gli analisti di Intermonte si sono affrettati a sminuire l'impatto sul titolo dell'eventuale uscita della fondazione (è stato confermato il giudizio outperform, farà meglio del mercato cioè), le azioni di Piazza Cordusio hanno perso in Borsa il 4,3%. Peggio del Footsie Mib e degli altri titoli bancari. Sull'andamento odierno pesa anche quanto scritto dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung riguardante una possibile multa da 200 milioni di euro che potrebbe essere inflitta dalla Procura generale dello Stato di Francoforte alla controllata  tedesca Hypovereinsbank. L'accusa potrebbe essere quella di evasione fiscale per alcune operazioni sospette effettuate sul mercato azionario.

Il quotidiano bavarese ha riportato che il presidente dell'istituto di credito, Theodor Weimer, avrebbe riferito sul caso al supervisory board della banca. Tale cifra emergerebbe dal rapporto redatto da uno studio legale incaricato nel 2011 dal consiglio di vigilanza di Hvb d'indagare sulle attività in questione, che si riferiscono a un periodo compreso tra il 2005 e il 2008. Sono almeno 60 le operazioni opache su cui si sta investigando.

Lo scorso novembre, proprio per far luce sulle accuse di presunta evasione fiscale, la Procura generale dello Stato di Francoforte aveva eseguito perquisizioni nella centrale di Hvb a Monaco e in altre sedi. Secondo quanto riporta la Sueddeutsche, tra gli indagati ci sarebbero alcuni clienti, fra cui l'immobiliarista berlinese Rafael Roth e sei dipendenti di Hvb, ma nessun membro del consiglio di amministrazione.

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