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Francia e Belgio chiedono aiuto a Putin: record di import di gas russo (nonostante sanzioni e Ucraina)

Con Hormuz bloccato è cambiato tutto. Mosca adesso ogni giorno guadagna 733 milioni, si tratta del 4% in più rispetto a un mese fa

Francia e Belgio chiedono aiuto a Putin: record di import di gas russo (nonostante sanzioni e Ucraina)

La situazione mondiale a livello energetico è così grave che ora c’è la fila per comprare il gas da Putin. Con Hormuz bloccato ormai da tre mesi e le riserve che scarseggiano, anche i Paesi dell’Ue stanno chiedendo aiuto a Mosca. Tutto questo nonostante le sanzioni e la presa di posizione netta sulla guerra in Ucraina. In nuovi dati non lasciano spazio alle interpretazioni, ad aprile l’import di gas russo da parte degli europei è aumentato rispetto a marzo del 4%. Secondo le statistiche pubblicate dal centro-studi finlandese Crea (Center for Research on Energy and Clean Air), i proventi delle esportazioni di combustibili fossili da parte della Russia – riporta Il Sole 24 Ore – hanno raggiunto i 733 milioni di euro al giorno, il livello più alto degli ultimi due anni e mezzo. L’incremento dei proventi si è verificato nonostante una diminuzione del 7% dei volumi delle esportazioni.

I principali acquirenti di combustibili fossili in Europa sono la Francia, l’Ungheria, il Belgio, la Slovacchia e la Spagna. Secondo il centro studi finlandese, insieme questi cinque Paesi avrebbero speso in aprile circa 1,6 miliardi di euro. Gli acquisti di gas liquefatto russo sarebbero saliti in valore del 13% mensile in Francia, pari a 413 milioni di euro e del 33% mensile in Belgio (363 milioni). In compenso, le importazioni spagnole sarebbero calate del 56% rispetto a marzo (181 milioni).