L’Italia può rappresentare un paese strategico per la sicurezza energetica e la diversificazione delle rotte di approvvigionamento del gas. È quanto ha sottolineato Confindustria nel corso del convegno “Prospettive del mercato italiano del gas nel contesto europeo” presentando la sua proposta per trasformare l’Italia in un hub del gas.
Secondo Confindustria “puntare al rafforzamento dell’asse Sud-Nord può consentire la necessaria differenziazione delle fonti, cosa che difficilmente avverrebbe puntando sul Nord Stream”. Confindustria propone al contrario di valorizzare “la direttrice Sud-Nord attraverso il potenziamento della linea adriatica, naturale prosecuzione nel nostro territorio del gasdotto Tap in cui recentemente ha fatto il suo ingresso Snam, il completamento dei lavoro a Passo Gries e il potenziamento delle capacità di scambio tra Svizzera e Francia e tra Svizzera e Germania”.
Anche la produzione nazionale di gas può rappresentare un’opportunità. “È possibile infatti – rileva Confindustria – un incremento potenziale della nostra produzione del 142% da qui al 2024 grazie a un forte impulso derivante dal biometano, fonte rinnovabile che da sola potrebbe costituire 5,1 miliardi di metri cubi annui di produzione italiana. L’esplorazione di riserve di gas naturale e petrolio potrebbe attrarre investimenti per 15 miliardi e creare 25.000 posti di lavoro con un risparmio di 5 miliardi di importazione”.
Il Gas naturale, ricorda l’associazione di Viale dell’Astronomia, deve essere considerato una fonte pulita, poiche’ presenta vantaggi significativi sotto il profilo delle emissioni in rapporto con gli altri combustibili fossili. La promozione del gas naturale potrebbe quindi agevolare il raggiungimento degli obiettivi di lotta ai cambiamenti climatici, attualmente in discussione nella XXI Conferenza delle Parti (COP 21) di Parigi.
