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Germania ufficialmente in recessione. E nel secondo trimestre il Pil farà -10%

Germania ufficialmente in recessione. E nel secondo trimestre il Pil farà -10%

Il Coronavirus fa crollare il Pil della Germania nel primo trimestre dell’anno, un dato che fa entrare ufficialmente (dopo due trimestri in rosso consecutivi) la prima economia europea in recessione. Assieme alla pubblicazione dell’andamento del Pil nei primi tre mesi del 2020, l’ufficio federale di statistica ha rivisto anche al ribasso il dato del Pil del quarto trimestre 2019 che passa, su base congiunturale, da zero a -0,1%.

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Secondo la prima stima pubblicata dall’istituto di statistica Destatis, il Pil è sceso del 2,2% nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente registrando una contrazione del 2,3% sull’anno. Consumi privati, investimenti ed esportazioni sono stati i principali freni per l’economia.

“La pandemia di Coronavirus colpisce duramente il Pil tedesco. Sebbene la diffusione del coronavirus non abbia avuto un effetto rilevante sulla performance economica a gennaio e febbraio, l’impatto della pandemia è grave per il primo trimestre 2020”, ha scritto Destatis nella sua nota con cui ha diffuso il dato. 



“Si tratta – ha aggiunto – della riduzione più grande dalla crisi economica e finanziaria mondiale del 2008-2009 e la seconda riduzione più grande dall’unificazione tedesca. Un calo maggiore su base trimestrale è stato registrato solo per il primo trimestre 2009 (-4,7%). La contrazione è leggermente inferiore alle attese che stimavano un calo annuo del 2,5% e comunque migliore della frenata dell’economia registrata nel Vecchio Continente: nell’area euro, secondo quanto emerge dalla stima flash pubblicata da Eurostat, il calo è stato del 3,8% e del 3,3% nell’intera Unione europea, sempre rispetto al trimestre precedente. Secondo l’istituto europeo di statistica, il dato peggiore del primo trimestre si registra in Francia, con un calo del Pil del 5,4%, seguito dall’Italia a -4,8% e dalla Spagna a -4,1%.

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“I numeri di oggi non sono una vera sorpresa”, ha spiegato Carsten Brzeski, chief economist, Eurozone e global head of macro di Ing. “I dati industriali relativi a marzo e i precedenti rapporti sul Pil di altri Paesi della zona euro, nonché la prima stima per la zona euro nel suo complesso (-3,8% trimestre su trimestre)  avevano già indicato le dimensioni potenziali del rallentamento tedesco. Il fatto che questo sia meno accentuato rispetto alla maggior parte degli altri Paesi della zona euro offre un comfort molto scarso”, ha aggiunto l’economista che ha sottolineato come i dati peggioreranno.

In Germania infatti il lockdowncome anche negli altri Paesi dell’Eurozona, farà sentire i propri effetti soprattutto nel secondo trimestre. Periodo in cui, ha ricordato Albert Braakmaan, funzionario di Destatis, la maggior parte delle stime vede una contrazione dell’economia tedesca di circa il 10%.

L’Ufficio statistico non ha fatto previsioni ma “le stime – come probabilmente sapete- sono intorno al -10%”, ha spiegato infatti Braakmaan che ha aggiunto come la reale performance del Pil da aprile a giugno dipenderà dall’allentamento delle misure e dall’eventuale annuncio di ulteriori misure di sostegno economico. Misure che in Germania non sono mancate. 

Il peggio però potrebbe già essere alle spalle. Nel commentare la congiuntura teutonica, il capo economista Eurozona di Ing ha citato i dati sulla mobilità indicati su Google, i quali hanno mostrano che l’attività (sociale ed economica) è già accelerata a metà maggio: rallentata al 60% del suo livello di gennaio durante il picco del lockdown, ora è tornata a oltre l’80%.

@andreadeugeni