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Economia
La Grecia spaventa i mercati, vola lo spread

Il timore di un default della Grecia agita il mercato dei bond. Spread leggermente in calo a fine seduta: il differenziale tra i Btp e i Bund tedeschi, che sul timore di un default della Grecia e' balzato sopra quota 140 punti dai 125 della chiusura di giovedì, viaggia adesso attorno a quella soglia, a 139,10 punti. Il rendimento del decennale si attesta a 2,22%. Il differenziale tra Bonos e Bund, che ha toccato in corso di seduta anche quota 147, viaggia a 142 punti con un rendimento del 2,25%.

BORSE IN NETTO CALO - Il caos greco spinge al ribasso tutte le borse europee che concludono la seduta con perdite decise. Male Parigi a -1,5%, Londra perde lo 0,9%, Francoforte l'1,2%. Negativa anche Milano con l'indice Ftse Mib che segna un ribasso dell'1,27% a 22.877 punti, dopo aver toccato anche un minimo del -2,1%. Stessa variazione per l'All Share. Pesante la chiusura di Atene che cede quasi il 6% a -5,9%.

LA GRECIA: VICINI A UN ACCORDO - "Siamo piu' vicini che mai ad un accordo". Lo dice un funzionario del governo greco aggiungendo che "domani ci sara' un nuovo incontro" tra i rappresentanti di Atene e i creditori a Bruxelles.

TENSIONE ALLE STELLE SULLA GRECIA

La tensione sulla Grecia continua a salire. Sulla scia del ritorno in patria della delegazione tecnica del Fondo monetario internazionale, arrivano indiscrezioni - non confermate - secondo cui gli sherpa dei ministri delle finanze dell'Eurozona avrebbero discusso per la prima volta l'ipotesi di un 'default' della Grecia tra i possibili scenari. Lo ha riportato Reuters e la notizia ha avuto immediatamente un impatto sui mercati. In realta' non e' la prima volta che a livello tecnico si prende in esame tale possibilita', ma e' evidente che diventa benzina nel momento in cui creditori e Grecia sono ai ferri corti e ormai il tempo sta davvero scadendo. Non serve ad allentare la tensione la precisazione del presidente della Commissione europea Juncker che ha indicato come il rientro a casa dei funzionari Fmi non significa che il Fondo monetario si sia sfilata dal negoziato. Si aspetta con il fiato sospeso la riunione di giovedi' dei ministri finanziaria a Lussemburgo.

LA STAMPA TEDESCA: "MERKEL SI PREPARA A IPOTESI GREXIT". BERLINO: "LAVORIAMO PERCHÉ ATENE RESTI IN EUROZONA"

Atene si prepara al compromesso, ma la Germania inizia a pensare all'uscita della Grecia dall'euro. Lo scrive la Bild, il giornale tedesco più vicino alle posizioni dei falchi dell'Eurozona, secondo cui "adesso anche Angela Merkel si prepara a un Grexit", soprattutto dopo il nulla di fatto al termine dell'incontro a tre con il presidente francese Francois Hollande e il premier greco Alexis Tsipras. Il portavoce del governo tedesco però smentisce il giornale e dice: "Il nostro atteggiamento non è cambiato. Lavoriamo affinché la Grecia resti un membro dell'eurozona".
 
Quella dei falchi tedeschi pare quindi una fuga in avanti soprattutto dopo l'intervento del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker che in mattinata ha detto: "Il negoziato ripartirà in prima istanza a livello tecnico, la politica arriverà dopo". Una presa di posizione atta a tamponare l'abbandono del tavolo delle trattative da parte dei negoziatori del Fmi e soprattutto l'uscita del presidente dell'Eurogruppo, Jeron Dijsselbloem, secondo cui un accordo sulla Grecia senza il Fondo Monetario Internazionale "è impensabile".
 
E così mentre i falchi insistono perchè Atene prenda "misure difficili", il governo greco annuncia: "Senza un'intesa nessun rimborso al Fmi a fine giugno. Non accettiamo altri tagli a stipendi e pensioni". Insomma la situazione torna a complicarsi proprio mentre dalla Grecia cominciavano a  manifestarsi i primi segnali che i dirigenti di Syriza, il partito di sinistra del premier Alexis Tsipras, stanno preparando i colleghi di partito e la gente alla possibilità che il governo dovrà sottoscrivere un accordo con i creditori che non sarà considerato favorevolmente da alcuni parlamentari né dagli elettori.
 
"Si tratta di un compromesso, non possiamo nasconderlo", ha detto il portavoce parlamentare di Syriza Nikos Filis - come riferisce l'edizione online di Kathimerini - riguardo alle trattative in corso con i creditori, pur ammettendo che "i negoziati non sono stati pianificati nel modo più efficace". Filis ha comunque insistito sul fatto che qualsiasi accordo Tsipras porterà a casa sarà "il migliore accordo possibile e riceverà il sostegno dei parlamentari di Syriza".
 
Sul calendario dei creditori, però, la data cerchiata in rosso è quella del prossimo 18 giugno quando si terrà l'Eurogruppo decisivo. Senza un accordo la Grecia correrà veloce verso il default. Lo stesso presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk ha detto: "Mi auguro che quello sia il giorno decisivo, altrimenti qualcuno potrebbe dire game over".

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