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Economia
Borse europee deboli e spread in rialzo sul caso Grecia

 

I banchieri centrali americani della Fed non sono ancora convinti della forza della ripresa Usa e sono intimoriti dalla possibile evoluzione della situazione europea, dove pende la spada di Damocle della Grecia. Per queste ragioni andranno molto cauti con l'innalzamento dei tassi d'interesse, che manca ormai dal 2006: cresce la fronda di chi ritiene ne possa bastare uno solo nell'arco del 2015, per poi procedere a passi lenti l'anno prossimo. Così le parole di ieri di Janet Yellen, che ha scelto l'attesa via della prudenza, hanno fatto irruzione sui mercati concentrati sulla crisi ateniese: l'euro si è rafforzato fino a 1,377 dollari, con il bliglietto verde che ha toccato i minimi da un mese nei confronti delle principali valute. La prospettiva di tassi a zero ancora per un po' ha schiacciato anche i rendimenti dei Treasury, mentre i richiami a possibili contagi dalla mina ellenica hanno portato una corsa a Bund tedeschi e yen, investimenti rifugio in mari finanziari agitati.
 
I mercati azionari europei trattano in rosso, mentre la partita ellenica approda sul tavolo dell'Eurogruppo. Viste le bordate della vigilia, da una parte e dall'altra, edulcorate dalle solite rassicurazioni sulla volontà di arrivare a un accordo, gli osservatori non si aspettano passi avanti dal summit odierno. Desta invece maggiore curiosità il viaggio del leader greco, Alexis Tsipras, al Cremlino, mentre Angela Merkel continua comunque a lavorare per un accordo, ma per un'intesa ormai tutti rimandano all'ultima spiaggia del vertice tra leader europei del 25 e 26 giugno prossimi. Piazza Affari tratta in calo dello 0,4%, in linea con Francoforte e Parigi, mentre Londra lima lo 0,1%.
 
Fino a questo momento, la saga greca è costata agli investitori europei dell'azionario oltre 830 miliardi di dollari (730 miliardi di euro), più del valore combianato dei mercati di Spagna, Portogallo e Irlanda, dice un'analisi di Bloomberg. L'incertezza su Atene sta infatti tarpando le ali a un periodo che, grazie alla droga di liquidità pompata dalle Banche centrali, sarebbe andato a gonfie vele per i mercati: crescita di almeno il 10% annuo garantita per tre anni, dicevano gli analisti. Invece, spiega l'agenzia Usa, quello che poteva essere un anno record rischia di cambiar segno: dopo il miglior trimestre dal 2009, l'indice europeo Stoxx Europe 600 Index sta registrando il peggior mese (giugno) da due anni a questa parte. Dal picco di metà aprile, l'indicatore ha perso il 7,3%. Insomma, il banchetto allestito da Mario Draghi sta subendo dei pesanti disturbi: l'indice di Atene, tra i miglior performer fino a maggio, è poi diventato il peggiore al mondo. Apertura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedesco: il differenziale segna quota 155,1 punti (150,3 la chiusura di ieri) mentre il tasso di rendimento del decennale italiano è al 2,315%.
 
In Europa si guarda ai dati sulle vendite al dettaglio della Gran Bretagna e alla pubblicazione Eurostat sul costo del lavoro. La Bce scrive nel bollettino che la ripresa economica continua a rafforzarsi. Più ricca l'agenda Usa, con l'indice dei prezzi al consumo di maggio, il bilancio delle partite correnti, le richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione, il superindice dell'economia e l'indice dell'attività aziendale della Fed di Philadelphia.
 
Chiusura in deciso ribasso, in mattinata, per la Borsa di Tokyo che non riesce a festeggiare i toni accomodanti della Federal Reserve sotto il peso dello yen, che si è rafforzamento nei confronti del dollaro. L'indice Nikkei ha terminato la seduta di oggi con un calo dell'1,13% sotto la soglia dei 20mila punti a 19.990,82 punti, mentre il Topix ha perso oltre l'1% a 1.616,66 punti. Discorso diverso per Wall Street, dove le parole di Yellen sono state accolte positivamente: gli indici hanno terminato allineati in area +0,2%.
 
Per le materie prime, il prezzo del petrolio è in calo alle quotazioni elettroniche di New York. Il barile di greggio con consegna a luglio è scambiato a 59,51 dollari (-41 cents). In calo anche il Brent (per agosto) a 63,56 dollari (-0,5%). Il prezzo dell'oro con consegna immediata sale a 1.188,18 dollari l'oncia con un aumento dello 0,5%.

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