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Economia
Crisi, Renzi con Obama: sostegno alla crescita

La Grecia e le misure per la crescita. Sono i temi economici caldi al G7 in Germania, che per il resto nella sua prima giornata si è concentrato molto sulla questione Ucraina. Il premier italiano, Matteo Renzi, a margine dei lavori tedeschi ha detto che "la posizione Italiana è totalmente in linea con gli Usa di Obama, ossia noi dobbiamo fare di più, come Ue, per sostenere la crescita e gli investimenti. Questo dovrà caratterizzare le prossime discussioni a livello europeo". Proprio l'inquilino della Casa Bianca aveva anticipato il tema: "Discuteremo del futuro dell'economia mondiale, di una crescita forte che crei posti di lavoro e di una prospettiva di crescita salda dell'Unione Europea", aveva detto in conferenza stampa con la padrona di casa, Angela Merkel. "Discuteremo della sfida climatica e delle altre difficili sfide che abbiamo davanti", ha aggiunto Obama.
 
A parlare di Atene è stato soprattutto il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, che ha fatto il punto dopo il rifiuto ateniese di aderire alle proposte inviate dai creditori internazionali: sono state giudicate "irragionevoli" perché troppo severe verso l'economia ellenica, che è tornata in recessione e rischia la mazzata finale.
 
Juncker, nella conferenza stampa di Schloss Elmau a margine del G7, ha spiegato che il premier greco Alexis Tsipras "non ha presentato alcuna proposta alternativa, ma spero lo faccia presto". Poi l'ex premier lussemburghese ha replicato a Tsipras, che venerdì aveva definito "assurde" le condizioni poste dai creditori ad Atene: il premier greco è un amico, ha assicurato, "ma per restare amici si devono rispettare alcune regole minime". Il presidente della Commissione ha ribadito che un'uscita di Atene dall'euro non è un'opzione ma ha avvertito che questo non significa che "si possa estrarre un coniglio dal cilindro" per risolvere la crisi. Poi ha avvertito che i negoziati non possono protrarsi all'infinito: "Di certo ci sarà una scadenza per la Grecia, ma non la rivelo, non per rendere la cosa più avvincente ma per fare in modo che la Grecia non sia penalizzata", ha spiegato. Juncker ha aggiunto che il prossimo incontro con Tsipras dovrebbe tenersi mercoledì prossimo a Bruxelles, a margine del vertice con i Paesi dell'America Latina.
 
Di nuovo Renzi ha fatto il punto sulla situazione: "Abbiamo sempre detto che l'Italia non partecipa a tavoli che non siano quelli istituzionali o del G7", rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia parteciperà ai tavoli sul debito greco. "Ho detto ad Alixis che facciamo il tifo per la Grecia. La sua uscita dall'euro sarebbe un errore. E' però impensabile che gli italiani che hanno smesso di pagare le baby pensioni agli italiani accettino di pagare le baby pensioni ai greci. Bisogna che anche la Grecia faccia le riforme che ha fatto l'Italia", ha aggiunto Renzi che poi ha concluso: "Da quello che hanno detto oggi Tusk e Juncker, pare ci sia la possibilità che la questione si risolva".
 
Dal fronte ellenico è tornato a farsi sentire il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che ha spiegato come la Grecia sia determinata a respingere le ultime proposte dell'Ue sulla crisi del debito. "E' stata una mossa aggressiva fatta per terrorizzare il governo greco", ha denunciato al quotidiano Proto Thema. "Questo governo greco non si lascia spaventare", ha assicurato. "Non credo ci siano molti margini per un accordo positivo con i creditori", ha rincarato la dose il ministro dell'Energia greco, l'euroscettico Panagiotis Lafazanis. "Probabilmente cercano di sottometterci, vogliono demolire il Paese sul piano sociale e umiliare il governo", ha aggiunto parlando con il settimanale To Vima.

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