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Economia
Borse europee debole. Spread attorno a 160 punti

La giornata dell'Eurogruppo sulla crisi greca inizia con la fiducia dei mercati, dopo l'apertura di settimana in rosso che ha rappresentato la reazione degli investitori al referendum ateniese, con il quale il popolo ellenico ha rifiutato la proposta d'accordo dei creditori internazionali. I listini europei trattano in terreno lievemnete positivo, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza poco sotto 160 punti base, con il rendimento dei decennali italiani al 2,29%. Cala leggermente l'euro: la divisa unica scende sotto quota 1,10 contro il dollaro (1,1053 ieri sera a New York) e sotto 135 yen.
 
In mattinata, la prima a rimbalzare è stata la Borsa di Tokyo, che ha chiuso in rialzo dell'1,31%. Milano prova a recuperare, ma perde vigore e dopo una buona mattinata cede lo 0,2%. S'indeboliscono anche gli altri listini Ue: Parigi cede lo 0,6%, Londra lo 0,1% e Francoforte arretra dello 0,6%. Ieri sera, Wall Street ha chiuso debole con l'indice Dow Jones a 17.684 punti (-0,26%) e il Nasdaq a 4.992 punti (-0,35%).
 
I mercati europei sono reduci da una serie di chiusure in negativo, tra le quali si è distinto il -4% di Piazza Affari, peggiore del Vecchio continente sotto il peso dei titoli bancari. Nel tardo pomeriggio, a mercati chiusi, è arrivata la notizia che la Bce ha confermato la liquidità di emergenza alle banche di Atene, mantenendo il tetto fissato a 89 miliardi di euro, salvo alzare le richieste di collaterale da parte degli istituti. Fonti vicini alla Banca centrale spiegano però che resta un cuscinetto di liquidità, nelle casse elleniche, sufficiente a operare. Francoforte ha anche promesso di usare tutti gli strumenti necessari per difendere l'euro.
 
Sul fronte macroeconomico, si registra che la produzione industriale in Germania è rimasta invariata a maggio su base mensile mentre è cresciuta dello 0,4% la produzione manifatturiera. La stima di consenso per la produzione industriale era di un incremento dello 0,1%. Il mese precedente la produzione industriale aveva registrato un incremento dello 0,9%. La produzione manifatturiera in Gran Bretagna ha registrato a maggio un calo mensile dello 0,6% e un incremento annuo dell'1%. Dagli Usa, si attendono i dati sulla bilancia commerciale e quelli sul credito al consumo per il mese di maggio. In Italia, il Fmi ha promosso la politica fiscale del governo Renzi.
 
Mentre l'Europa si concentra su Atene, c'è un'altra partita finanziaria che sta scuotendo i mercati: il crollo della Borsa di Shanghai, che dal picco del 12 giugno scorso ha perso il 29%. Dopo il recupero di ieri, l'indice è tornato a scendere repentinamente e ha perso l'1,29% finale. Le misure varate dalle autorità di mercato con l'acquisto di titoli per 120 miliardi di yuan da parte dei maggiori broker cinesi sembrano non sufficienti ad arrestare il trend ribassista della Borsa.
 
Tra le materie prime, il prezzo del petrolio si presenta in moderato rialzo sui mercati asiatici. Si tratta di un rimbalzo tecnico seguito alle forti flessioni dei giorni scorsi, legate ai timori di una 'Grexit' e al crollo delle borse cinesi. Il light crude Wti sale di 40 cent a 52,93 dollari al barile, il Brent guadagna 45 cent a 56,99 dollari al barile. Oro in apprezzamento a 1.173 dollari l'oncia, con un progresso dello 0,4%.

 

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