Proseguono i difficili tentativi di di disgelo tra la Grecia e l’Unione europea, in un percorso tortuoso che vede le parti impegnate in un logorante negoziato. Che come la maggior parte delle trattative difficili vede alcuni elementi sparare in alto per arrivare a portare a casa almeno gli obiettivi ritenuti minimi.
Il premier ellenico Alexis Tsipras, impegnato negli incontri con le massime istituzioni comunitarie, si dice “ottimista” che si possa trovare una soluzione per risolvere la grave crisi della Grecia: al termine del suo incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che questo è “un interesse comune” perchè “non è solo un problema greco ma un problema europeo”. Quanto alle incomprensioni e ai malintesi con altri paesi dell’Eurozona, secondo Tsipras bisogna “andare avanti, sulla base del compromesso del 20 febbraio, in modo costruttivo”. Schulz, ha detto Tsipras, “è un buon amico della Grecia”.
Parole che si scontrano visibilmente con quanto rimbalza dall’Austria, dove il protagonista è ancora il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che non esclude più l’ipotesi di un’uscita della Grecia dall’euro. “Dal momento che la responsabilità di decidere è solo della Grecia, e non sappiamo cosa pensa di fare chi è al governo, non possiamo escluderlo”, ha detto ieri sera all’emittente austriaca Orf, alzando di nuovo la pressione su Syriza a prendere una posizione chiara nel negoziato.
La stessa pressione che arriva dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che ha incontrato Tsipras. Il politico Ue ha usato parole di apertura, come Schulz, ma non ha mancato di sottolineare quanto sia necessario che il leader greco faccia passi avanti. “Non sono soddisfatto dagli sviluppi della situazione. Non sono stati fatti abbastanza progressi, ma cerchiamo di andare verso una soluzione condivisa” dell’attuazione del programma europeo di sostegno finanziario alla Grecia, ha detto prima dell’incontro. “Ora ci confronteremo sui problemi e discuteremo -ha spiegato Juncker- io farò alcune proposte, ma la Commissione è solo uno dei protagonisti. Tutte le decisioni vanno prese all’interno dell’Eurogruppo”. In ogni caso, ha aggiunto, “escludo totalmente un fallimento. Troveremo una soluzione”. Dal canto suo, il leader greco ha espresso la sua “felicità” per l’incontro: “Lavoriamo per trovare il miglior modo di implementare le decisioni già prese. Credo che se c’è la volontà politica tutto è possibile”.
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Dalla Germania il falco Schaeuble torna a fare la voce grossa e non esclude l’uscita di Atene dall’euro: “Non sappiamo cosa pensano e non possiamo escluderlo”. Ma Juncker lavora a un’intesa: “Escludo il fallimento, però servono passi avanti”
