di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
| Mercati finanziari/ Le borse chiudono in rialzo, ma frenano nel finale dopo l’intervento a Istanbul del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che definisce falsa la notizia di un accordo tra Atene e Bruxelles. In precedenza i mercati erano tornati a sperare in un accordo tra Grecia e Ue, sulla scia delle indiscrezioni che vogliono Bruxelles disposta a concedere ad Atene un’estensione di sei mesi dei debiti in scadenza. Atene chiude in rialzo del 7,98%. Londra cede lo 0,12% a 6.829,12 punti, Francoforte avanza dello 0,75% a 10.745 punti, a Milano l’indice Ftse Mib sale dell’1,76% a 20.725,63 punti, Parigi guadagna lo 0,96% a 4.695,65 punti e Madrid si issa dell’1,19%. |
Sembra iniziare a prendere forma il compromesso sulla rinegoziazione del debito che la Grecia e i suoi partner della Ue potrebbero iniziare a discutere durante l’Eurogruppo di domani. Per quanto la portavoce di Palazzo Berlaymont, Mina Andreeva, parli ufficialmente di “aspettative basse”, fonti comunitarie hanno riferito all’agenzia Mni che la Commissione Europea intende proporre ad Atene un’estensione di sei mesi dei debiti in scadenza in modo da dare respiro alla Grecia fino a settembre, quando il governo Tsipras dovrebbe far partire il pacchetto di riforme elaborato insieme all’Ocse. Anche se arriva subito la smentita della notizia da parte di Berlino: “Sono sbagliate le notizie secondo le quali la Grecia potrebbe avere altri sei mesi per rinegoziare il debito”, ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble al G20 di Istanbul.
Ad aver accorciato le distanze tra Atene e Bruxelles potrebbero aver contribuito i dettagli della proposta di accordo che il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, intende sottoporre domani all’Eurogruppo. Il governo Tsipras infatti si è mostrato disposto a mantenere “il 70%” degli impegni stretti con la Troika. A condurre la Commissione Europea su più miti consigli possono inoltre aver contribuito le dichiarazioni del ministro della Difesa, Panos Kammenos, che ha alluso alla possibilità che la Grecia, in mancanza di un’intesa con la Ue, possa bussare alla porta della Russia in cerca di finanziamenti, una prospettiva che avrebbe conseguenze geopolitiche imprevedibili.
Così, mentre i mercati tornano a sperare in un accordo tra Grecia e Ue sulla scia delle indiscrezioni che vogliono Bruxelles disposta a concedere ad Atene un’estensione di sei mesi dei debiti in scadenza, il nuovo governo ellenico guidato da Alexis Tsipras sta terminando di mettere a punto il programma di riforme che verrà presentato domani all’Eurogruppo dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, e il giorno dopo dallo stesso Tsipras al Consiglio Europeo. Un programma in dieci punti che, come noto, si avvarrà della consulenza del segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, che domani incontrerà Tsipras per aiutarlo a dare i tocchi finali al piano. L’obiettivo del primo ministro greco è convincere i riluttanti partner comunitari a concedere ad Atene un finanziamento ponte che le consenta di superare lo scoglio dei 6,7 miliardi di euro di prestiti da rimborsare alla Bce tra luglio e agosto per poi varare da settembre un pacchetto di misure che rilancino l’economia e mantengano sostenibili i conti senza passare per misure di austerità.
L’obiettivo principale è quindi una riforma del fisco che cancelli i privilegi dei quali godono in particolare gli armatori, la cui esenzione dalle tasse sugli utili è addirittura prevista dalla Costituzione. La proposta di “prestito ponte” avanzata da Atene prevede un innalzamento di 8 miliardi di euro del limite massimo di 15 miliardi di euro fissato per le emissioni di debito. Atene chiede inoltre che la Bce le rimborsi gli 1,9 miliardi di euro di profitti incamerati grazie ai rendimenti dei titoli di Stato greci. Infine, Tsipras vuole avere facolta’ di utilizzare gli 11 miliardi di euro rimasti nel fondo di liquidità di emergenza Ela per finanziare società indebitate diverse dalle banche, che possono ora contare su altri 60 miliardi di euro di fondi messi a disposizione della Bce. Quanto al piano di riforme in dieci punti steso in collaborazione con l’Ocse, il governo greco chiede che vada a sostituire la terza parte del pacchetto di riforme concordato con la Troika.
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Per quanto riguarda il debito detenuto dalla Bce e dalla Ue, come è noto, Varoufakis propone non un ‘haircut’ (ovvero una ristrutturazione del debito che passi per un taglio del valore nominale), bensi’ uno ‘swap’ con titoli a piu’ lunga scadenza e con rendimenti indicizzati all’andamento del Pil. Quanto agli impegni di natura fiscale, il governo Tsipras chiede che l’avanzo primario di bilancio posto come obiettivo per il 2015 venga dimezzato e portato al 2% dall’attuale 3%. Sul fronte dell’evasione fiscale, l’Ocse ritiene che “la Grecia può recuperare ingenti somme”. La stima è del responsabile per le politiche fiscali dell’Ocse, Pascal Saint Amans, secondo cui l’organizzazione di Parigi e “pronta ad aiutare” Atene “nel suo processo di riforma”.
Intanto arrivano le prime dichiarazioni di ottimismo sull’esito delle trattative. “Siamo all’inizio di un percorso, che alla fine penso sarà positivo”, ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Credo”, ha sottolineato il numero uno di Via XX Settembre lasciando la riunione del G20 finanziario a Istanbul, “che ci siano gli sforzi di tutti per creare un terreno comune e accogliere il nuovo Governo greco nell’Eurogruppo, che è un organismo che discute ma che alla fine cerca anche una soluzione”. Padoan non ha voluto commentare le indiscrezioni su un possibile nuovo programma messo a punto da Atene.
“Non ho visto alcun piano”, ha detto, “e non commento le voci perchè sarebbe scorretto. Stiamo tutti aspettando che domani il ministro Varoufakis presenti il piano. Serve una strategia di lungo termine sostenibile che permetta alla Grecia di tornare a crescere”. Quanto alla missione del segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, ad Atene, Padoan ha sottolineato che l’organizzazione di Parigi “può svolgere un ruolo importante, data la sua indiscussa competenza in tema di politiche strutturali”. Ma le voci che vedono l’Ocse sostituirsi alla Troika lasciano Padoan molto freddo. Atene, ha osservato, “deve avere rapporti istituzionali con gli organismi europei. Non si tratta di mediazione, ma di consulenza tecnica”.

