Altro che buen retiro dorato. Luigi Gubitosi, dopo Telecom Italia, Rai, Alitalia e una carriera trascorsa nei salotti dove si incrociano politica, finanza e grandi partecipate pubbliche, rimette gli scarpini e torna in campo. Questa volta la sua creatura si chiama The Rising. Nome tutt’altro che timido: “quella che sale”. Più che una ragione sociale, pare una vera e propria dichiarazione d’intenti.
La società è stata costituita a Milano il 3 luglio di quest’anno, con un capitale sociale di 70 mila euro e due soci al 50%: Sier Italia Srl e Khoty Holding Srl. Alla guida compaiono due nomi che non hanno esattamente bisogno del navigatore per muoversi nei corridoi del potere italiano: Luigi Gubitosi e Fabio Daniele Maria Lazzerini, entrambi amministratori della società. Sì proprio quel Lazzerini, ex amministratore delegato di ITA Airways che recentemente è finito nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’inchiesta che ha coinvolto il Garante della Privacy. L’ipotesi di reato contestata è quella di corruzione e nel dossier compaiono le ormai famose tessere “Volare Classe Executive” della compagnia che ha ereditato Alitalia. Lazzerini ha respinto gli addebiti e dichiarato la propria estraneità ai fatti e, naturalmente, un’indagine non equivale a una condanna.
Archiviati almeno mediaticamente gli scossoni giudiziari, però, Lazzerini non sembra avere alcuna intenzione di restare ai box. Ed eccolo riapparire al fianco di Gubitosi nella neonata holding milanese.
Sulla carta The Rising risulta ancora inattiva. Ma si sa, le visure camerali fotografano il presente mentre gli affari, quelli veri, spesso cominciano parecchio prima che qualcuno prema il pulsante della macchina fotografica. Perché secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti finanziari, attorno alla nuova creatura di Gubitosi e Lazzerini si starebbe già muovendo una partita assai più sostanziosa dei 70 mila euro messi a capitale. I due, infatti, starebbero lavorando a creare un club deal con l’obiettivo di fare un’operazione nel settore tecnologico che vedrebbe protagonista una grande multinazionale giapponese, interessata a cedere una controllata americana.
Per ora i nomi restano coperti. Bocche cucite, telefoni prudenti e nessun comunicato a disturbare le manovre. Ma nei corridoi dove le operazioni vengono sussurrate molto prima di essere annunciate comincia inevitabilmente a circolare una domanda: chi è il samurai industriale con cui Gubitosi e Lazzerini stanno trattando l’affare? E qual è l’obiettivo? I due, con gli abituali interlocutori, ammiccano, facendo capire che stanno studiando il giapponese.
Una cosa, intanto, è certa: The Rising non sembra essere stata battezzata così per caso. E se la pista giapponese dovesse davvero prendere quota, qualcuno potrebbe presto scoprire che dietro “The Rising” si nascondeva fin dall’inizio un bel Rising Sun. Del resto, quando un ex numero uno di Telecom incontra un ex numero uno di ITA, difficilmente si mettono insieme per aprire una bocciofila.
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