L’allarme attacchi ibridi ormai si è diffuso in tutta Europa. Ma come se non bastassero le manomissioni ai frigoriferi dei supermercati, ecco che ora i misteriosi hacker si stanno concentrando sulle celle frigorifere che contengono il sangue per le trasfusioni. Una nuova escalation nella minaccia che mette in allarme. Alcune celle frigorifere dell’azienda Coolworld, fornitrice dell’Ente francese del sangue, – riporta Il Corriere della Sera – sono state oggetto di un attacco informatico. Mantenute di solito a una temperatura di -30 °C, le celle sono state riscaldate fino a 110 gradi. Un tecnico di turno ha notato un aumento anomalo della temperatura durante la notte tra domenica e lunedì e ha dato l’allarme.
“Non vi è stata alcuna compromissione della sicurezza“, assicura Frédéric Pacoud, presidente dell’Ente. Ma l’allarme arriva anche in Italia, dove il Centro nazionale sangue ha invitato le strutture trasfusionali “a mantenere la massima attenzione, verificando le temperature e adeguando le misure di sicurezza per prevenire i rischi emergenti”, e l’Agenzia per la cybersicurezza ha rivolto una raccomandazione “a tutti i soggetti pubblici e privati che impiegano tecnologie per il mantenimento della catena del freddo ad adottare con la massima urgenza le misure di verifica già raccomandate”.
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