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Hacker nei supermercati, come sono stati colpiti i frigoriferi e dove

Cyberattacchi ai sistemi refrigerati dei supermercati: temperature fino a 50 gradi e casi anche in Italia. Ecco come è successo

Hacker nei supermercati, come sono stati colpiti i frigoriferi e dove
Immagine generata dall’IA

Frigoriferi e congelatori dei supermercati controllati a distanza dagli hacker, con temperature modificate fino a raggiungere i 50 gradi. È quanto accaduto in decine di punti vendita europei e, nelle ultime ore, anche in Italia, dove l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha innalzato il livello di attenzione sulla filiera del freddo.

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Gli attacchi non hanno colpito direttamente i frigoriferi come elettrodomestici, ma i sistemi informatici di telecontrollo utilizzati per gestire da remoto temperature, allarmi e cicli di sbrinamento. Una volta ottenuto l’accesso, gli aggressori hanno potuto alterare i parametri degli impianti e mettere a rischio tonnellate di prodotti alimentari.

Come gli hacker controllano i frigoriferi

I grandi impianti di refrigerazione sono spesso collegati a internet per consentire a tecnici e manutentori di controllare a distanza il funzionamento dei banchi frigo. Il problema emerge quando questi dispositivi sono direttamente esposti alla rete, utilizzano software obsoleti o dispongono di sistemi di accesso remoto non adeguatamente protetti.

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Secondo la società di cybersicurezza Forescout, sono stati individuati migliaia di sistemi di gestione della refrigerazione accessibili da internet in decine di Paesi. Molti utilizzerebbero versioni di firmware precedenti agli aggiornamenti che correggono vulnerabilità note. Gli aggressori, una volta ottenuto l’accesso al sistema, non hanno necessariamente bisogno di installare programmi particolarmente sofisticati: possono utilizzare le normali funzioni delle centraline per cambiare le temperature, avviare lo sbrinamento o disattivare gli allarmi. Negli episodi registrati in Europa alcuni congelatori sono passati da temperature sotto zero fino a +50 gradi, rendendo inutilizzabili gli alimenti conservati.

I supermercati colpiti anche in Italia

I problemi sono stati segnalati in Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda, dopo un primo episodio avvenuto in Francia il 12 ottobre. BleepingComputer ha contato oltre 115 esercizi coinvolti tra supermercati, negozi e altre attività in diversi Paesi europei. Tra le catene che hanno segnalato problemi figurano Ahold Delhaize, Carrefour, Coop Sweden e SuperValu.

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Casi sono emersi anche in Italia. Il gruppo Radenza, che gestisce punti vendita a marchio Coop in franchising in Sicilia, ha confermato un attacco al sistema di telecontrollo dei banchi surgelati che ha interessato alcuni supermercati tra Catania e Palermo. I parametri delle temperature sarebbero stati modificati a distanza, causando il surriscaldamento dei banchi e il deterioramento di alcuni prodotti. L’Acn ha inoltre ricevuto la notifica di un incidente da un’azienda toscana della ristorazione collettiva e rilevato un attacco ai danni di un’impresa emiliana che produce surgelati.

L’allerta cyber attacchi in Italia

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha chiesto agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione industriale di verificare immediatamente i propri sistemi. Tra le misure indicate ci sono la separazione degli impianti di controllo dalle altre reti aziendali, l’utilizzo di Vpn e autenticazione a più fattori, la verifica degli account con maggiori privilegi e la sostituzione delle apparecchiature obsolete.

Le indagini dovranno ora chiarire se gli episodi avvenuti nei diversi Paesi siano parte di un’unica campagna coordinata e chi ci sia dietro gli attacchi. Al momento, infatti, non sono stati individuati pubblicamente né gli autori né una motivazione certa.

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