Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti
Editore Marcello Antelmi

Home » Milano » Hoepli, due offerte per salvare la storica libreria di Milano: una cordata di 250 cittadini vuole riaprirla in centro

Hoepli, due offerte per salvare la storica libreria di Milano: una cordata di 250 cittadini vuole riaprirla in centro

Le proposte sono arrivate alla liquidatrice entro il 2 novembre. Il progetto dei cittadini punta a mantenere la sede di via Hoepli e salvaguardare almeno venti posti di lavoro

Hoepli, due offerte per salvare la storica libreria di Milano: una cordata di 250 cittadini vuole riaprirla in centro
Hoepli

Due offerte per far rinascere la libreria Hoepli, chiusa alla fine di maggio dopo 156 anni di storia. Una proposta arriva da una casa editrice, l’altra da una cordata sostenuta da 250 cittadini milanesi, determinati a riportare i libri e i librai nello storico edificio a pochi passi dal Duomo. Entrambe sarebbero state presentate entro lunedì 2 novembre alla liquidatrice Laura Limido, chiamata ora a valutarle. A riferirlo è il Corriere della Sera, che ricostruisce i dettagli di un’operazione destinata a riaprire il dibattito sul futuro di uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina. Una vicenda che si intreccia con gli altri movimenti in corso nel mercato delle librerie milanesi, a partire dalla battaglia tra Mondadori e Feltrinelli per gli spazi della Galleria Vittorio Emanuele II.

Hoepli, il progetto dei 250 cittadini: restare in via Hoepli e salvare venti lavoratori

La proposta della cordata civica ruota attorno a due condizioni considerate irrinunciabili: mantenere la libreria nella sua sede storica di via Hoepli e garantire la continuità occupazionale ad almeno venti dipendenti, circa la metà dell’organico precedente alla liquidazione.

A rappresentare il gruppo sono Vittorio Graziani, titolare della libreria Centofiori di piazzale Dateo, e l’avvocata Monica Colombera. Un progetto al quale lavorano da maggio, raccogliendo progressivamente adesioni e disponibilità economiche. I cittadini coinvolti sono arrivati a 250, anche se tempi e modalità della loro partecipazione devono ancora essere definiti. La raccolta di adesioni prosegue. L’obiettivo è restituire a Milano una grande libreria indipendente, non direttamente legata alla proprietà di un gruppo editoriale, capace di recuperare almeno una parte dell’identità della Hoepli. Una realtà che, prima della chiusura, si distingueva per la specializzazione dei reparti, dalla saggistica scientifica alle lingue straniere, dai manga ai libri per ragazzi, e per le competenze dei librai.

Il nodo dell’immobile: l’offerta riguarda la libreria, ma non i locali

C’è però una questione decisiva da risolvere, quella degli spazi. L’offerta presentata dalla cordata riguarda infatti il ramo d’azienda della libreria, non l’immobile che la ospitava. Il palazzo di via Hoepli appartiene alla proprietà immobiliare riconducibile alla famiglia e i locali sono stati liberati dopo la cessazione dell’attività.

In altre parole, acquisire la libreria non significa automaticamente poter riaprire nella sede storica. Servirà un accordo separato per tornare a occupare quegli spazi. La cordata sarebbe disponibile a ridimensionare la superficie rispetto ai cinque piani originari, ma non a cambiare indirizzo. La permanenza in via Hoepli rappresenta il punto qualificante dell’operazione: non soltanto la sopravvivenza di un’attività commerciale, ma il recupero di un luogo profondamente radicato nella memoria culturale milanese.

Dalla liquidazione alla chiusura: la fine di 156 anni di storia

La crisi della Hoepli era culminata a marzo con la decisione di avviare la liquidazione volontaria, assunta dalla maggioranza societaria riconducibile ai fratelli Barbara, Matteo e Giovanni Hoepli. Una scelta che aveva provocato la reazione dei lavoratori e di una parte consistente della città, tra scioperi, raccolte di firme e messaggi di solidarietà lasciati sulle vetrine. A opporsi all’operazione anche Giovanni Nava, cugino dei tre fratelli e socio di minoranza, che aveva intrapreso iniziative legali contestando la gestione delle quote societarie. La chiusura definitiva della libreria era arrivata alla fine di maggio, mentre l’attività editoriale scolastica era passata a Mondadori. Per il punto vendita si era invece aperta una fase di incertezza.

Tra i gruppi che avevano manifestato interesse figuravano Feltrinelli e GeMS, il Gruppo editoriale Mauri Spagnol che fa capo alle Messaggerie. Adesso la presentazione di due offerte concrete apre una nuova fase, anche se resta da verificare quale progetto potrà effettivamente tradursi in una riapertura.

Da Hoepli alla Galleria: Mondadori e Feltrinelli ridisegnano la mappa delle librerie milanesi

La partita della Hoepli si inserisce in un momento di importanti cambiamenti per il settore librario milanese. Proprio ieri Affaritaliani.it Milano ha raccontato un’altra vicenda significativa: l’aggiudicazione a Mondadori dei locali attualmente occupati da Feltrinelli nella Galleria Vittorio Emanuele II.

Il gruppo editoriale si è aggiudicato la gara indetta dal Comune di Milano offrendo un canone annuo di 530mila euro per uno spazio di circa mille metri quadrati, occupato da Feltrinelli dal 2006. La concessione avrà una durata di diciotto anni, per un impegno complessivo superiore ai 9,5 milioni di euro considerando soltanto il canone. La vicenda, tuttavia, è ancora aperta. Feltrinelli ha presentato ricorso al Tar contro la procedura comunale e ha precisato che la partecipazione all’asta non comporta la rinuncia alle proprie contestazioni. A rendere ancora più interessante l’intreccio tra le due operazioni è un’indiscrezione circolata negli ultimi giorni: Mondadori starebbe valutando la possibilità di utilizzare proprio l’insegna Hoepli per gli spazi della Galleria. Un’ipotesi che, al momento, non ha trovato conferme ufficiali e che va distinta dalle offerte presentate per il ramo d’azienda della libreria storica.

Si profilano dunque scenari differenti: da una parte la possibilità di riportare la Hoepli nella sede originaria grazie a una cordata di cittadini, dall’altra quella di vedere lo storico nome comparire in un diverso indirizzo del centro, nell’ambito delle strategie commerciali di un grande gruppo editoriale.

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno