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Hormuz riapre, giù i prezzi di petrolio e carburanti: ecco quanto si risparmia

L’accordo tra Usa e Iran fa calare le quotazioni del greggio e spinge al ribasso benzina e diesel. Ma gli effetti sulle bollette richiederanno tempo

Hormuz riapre, giù i prezzi di petrolio e carburanti: ecco quanto si risparmia

Accordo Usa-Iran su Hormuz, benzina verso il ribasso: perché il calo non sarà immediato

Il 19 giugno a Ginevra è attesa la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran che sancirà la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale. Un’intesa destinata ad avere effetti immediati sui mercati energetici globali e a segnare una svolta dopo settimane di tensioni.

Il presidente americano Donald Trump ha salutato il risultato con toni trionfalistici: “Congratulazioni a tutti: navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra, autorizzo la piena apertura al transito di Hormuz e la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti”.Anche Teheran ha confermato l’intesa, definendola “una grande vittoria” e sostenendo di aver “costretto gli americani ad accettare”.

La prospettiva del ritorno alla normalità lungo una delle rotte energetiche più strategiche del pianeta ha immediatamente spinto al ribasso le quotazioni del greggio. Gli effetti sull’economia reale, tuttavia, richiederanno più tempo.

Hormuz riapre al traffico marittimo

La fine del blocco consentirà alle petroliere di riprendere regolarmente la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata accolta con favore soprattutto dai Paesi asiatici, principali acquirenti del petrolio e del gas provenienti dal Golfo Persico, ma anche da Europa e Italia.

La riapertura della rotta commerciale dovrebbe infatti contribuire ad alleggerire il costo dei carburanti e, nel tempo, anche quello dell’energia per famiglie e imprese.

I benefici non saranno immediati

Se gli aumenti dei prezzi erano arrivati rapidamente durante la crisi, il percorso inverso richiederà più pazienza. Per questo il presidente di Nomisma, Davide Tabarelli, invita gli automobilisti ad aspettare “a fare il pieno”.

Benzina e diesel già in discesa

Secondo Tabarelli, intervistato da La Repubblica, i prezzi alla pompa stanno già mostrando segnali di riduzione. Le aspettative di un accordo, unite alla tregua e al proseguimento dei negoziati, hanno favorito una diminuzione di “circa 5 centesimi nei giorni scorsi”.

Un segnale concreto è arrivato il 15 giugno, quando il prezzo medio del gasolio self service sulla rete nazionale è tornato sotto la soglia dei due euro al litro, attestandosi a 1,997 euro secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’incognita accise

Nei prossimi giorni benzina e diesel potrebbero registrare ulteriori ribassi, stimati intorno ai 10 centesimi al litro. Il calo più consistente potrebbe arrivare proprio dopo la firma dell’intesa prevista per il 19 giugno.

A frenare la discesa dei prezzi c’è però un altro fattore: il 3 luglio scade il taglio delle accise sul gasolio e, al momento, non sembrano esserci indicazioni su una possibile proroga. L’effetto complessivo dovrebbe comunque rimanere positivo, anche se meno marcato.

Quanto durerà la riapertura?

Il principale elemento di incertezza riguarda la natura stessa dell’accordo. Il documento che sarà firmato a Ginevra è infatti un memorandum di principi destinato ad aprire una successiva fase negoziale sui dossier più delicati.

Questo significa che eventuali tensioni o battute d’arresto potrebbero riportare in discussione la piena operatività dello Stretto di Hormuz. Restano inoltre da chiarire eventuali pedaggi, tariffe o nuove forme di tassazione che potrebbero essere introdotte sul traffico marittimo.

La variabile Cina

Durante la crisi, la Cina ha drasticamente ridotto gli acquisti di petrolio facendo ricorso alle proprie riserve strategiche. Una scelta che le ha consentito di limitare l’esposizione ai rincari e che, indirettamente, ha contribuito a contenere l’impennata delle quotazioni internazionali.

Ora Pechino dovrà decidere come ricostituire gli stock utilizzati. Resta però da capire se il ritorno agli acquisti avverrà rapidamente oppure in modo graduale, mantenendo una certa cautela sui mercati.

Le scorte di Europa e Stati Uniti

Anche Europa e Stati Uniti dovranno ricostruire parte delle riserve energetiche utilizzate per contenere gli effetti della crisi. Tuttavia il ritorno alla situazione precedente al conflitto non sarà immediato.

I flussi di approvvigionamento, infatti, non torneranno automaticamente ai livelli registrati prima della guerra.

Una crisi che lascerà il segno

Per ripristinare completamente la produzione nell’area di Hormuz saranno necessari diversi mesi, mentre la ricostruzione degli impianti danneggiati richiederà tempi molto più lunghi.

“Nel medio termine rimangono comunque dei problemi”, spiega Tabarelli, “i prezzi caleranno un poco subito, ma non ci sarà un crollo. Così come la fiammata di petrolio e gas non è stata ai livelli che si temevano. Ma questa crisi avrà conseguenze che dureranno a lungo”.

I prezzi aggiornati alla pompa

Intanto il 16 giugno il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato che il prezzo medio nazionale in modalità self service si è attestato a 1,881 euro al litro per la benzina e a 1,985 euro per il gasolio. Il giorno precedente i valori erano rispettivamente pari a 1,890 euro e 1,997 euro al litro.

Sulla rete autostradale il prezzo medio self service è sceso a 1,973 euro al litro per la benzina e a 2,069 euro per il gasolio, contro gli 1,983 euro e i 2,077 euro registrati il giorno precedente.

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