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Il Canada si candida come guida della strategia di cybersicurezza globale

Il Canada punta su investimenti, cooperazione internazionale e nuove tecnologie per diventare un punto di riferimento nella lotta alla minaccia cyber.

Il Canada si candida come guida della strategia di cybersicurezza globale

La nuova guerra corre nel cyberspazio: il Canada sfida la minaccia di ransomware e intelligenza artificiale

Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente dimostrano che si basano su una combinazione di tattiche cinetiche e informatiche, che porta a strategie belliche complesse, mirate a colpire civili e infrastrutture critiche, tra cui sistemi sanitari, reti energetiche e data center. L’intelligenza artificiale (IA) sta mettendo alla prova, molto velocemente, le capacità di attaccanti e difensori nel cyberspazio, con implicazioni di vasta scala per la sicurezza internazionale. Il “Digital Front Lines” nasce nel 2023 con il supporto di Microsoft proprio per mantenere sotto controllo questa fondamentale evoluzione, senza precedenti, costretta a trovare sistemi di difesa per ovviare agli attacchi Ransomware. Si tratta di pericolosi ed articolati sistemi di compromissione della sicurezza informatica, che distruggono o crittografano file e cartelle in qualsiasi dispositivo. Una volta che sono bloccati o crittografati, i criminali informatici possono estorcere denaro dall’azienda o dal proprietario del dispositivo in cambio di una chiave per sbloccare i dati. Ma, anche quando a pagamento, gli hacker potrebbero non dare mai la chiave all’azienda o al proprietario del dispositivo, quindi interrompere l’accesso in modo permanente.

Il dottor Bruce Watson è il consulente capo per la tecnologia presso il Centro di eccellenza per la sicurezza nazionale del Canada, presidente di Qorsa Labs e co-direttore della ricerca sull’intelligenza artificiale presso il Centro di eccellenza africano per la sicurezza informatica. Ha inoltre ricoperto il ruolo di commissario globale presso la Commissione globale sull’intelligenza artificiale responsabile in ambito militare. All’inizio di quest’anno, una simulazione di crisi ransomware tenutasi in concomitanza con la Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha rafforzato una convinzione che molti analisti nutrono da tempo: questa minaccia ha oltrepassato le capacità dei sistemi usati per contenerla. I Paesi più adeguati a costruire la risposta sono quelli che possiedono le tre caratteristiche fondamentali: competenza tecnica, credibilità multilaterale e volontà istituzionale. Il Canada possiede i requisiti – assicura il dott. Watson – e fornisce una risposta al mondo.

Ciò che ci troviamo ad affrontare oggi è un ecosistema industrializzato che ha creato una divisione del lavoro in cui gli sviluppatori costruiscono e mantengono sofisticati kit di strumenti, gli affiliati eseguono gli attacchi e i broker gestiscono l’accesso, la negoziazione e il riciclaggio di denaro. La barriera d’ingresso è crollata. La portata è esplosa. Gli incidenti ransomware segnalati pubblicamente sono quasi quintuplicati tra il periodo 2015-19 e il periodo 2020-24 e, nella prima metà del 2025. Gli incidenti sono cresciuti di un ulteriore 49% su base annua. Se ne parla molto poco, ma le riviste specializzate per analisti geopolitici forniscono i mezzi per dare notizia e consapevolezza in merito a quanto accade e in cosa consistano i sistemi di difesa nel terzo millennio, perché sono estremamente più potenti e avanzati rispetto a dieci anni fa.

Quando un attacco ransomware colpisce, gli ospedali dirottano le ambulanze, le scuole chiudono, le reti energetiche diventano instabili e milioni di persone perdono l’accesso ai servizi essenziali, d’uso comune, da cui oramai dipendono. Il solo settore sanitario ha rappresentato circa un quinto di tutti gli attacchi ransomware registrati nell’ultimo decennio. Il rapporto “Ransomware Threat Outlook 2025–2027”, pubblicato dal Cyber Centre canadese conferma che la minaccia si sta intensificando: gli incidenti ransomware in Canada hanno registrato un aumento medio annuo del 26% dal 2021, con le infrastrutture critiche costantemente tra i settori più colpiti.

Un pericolo a tutta velocità

Ciò che rende il momento attuale particolarmente pericoloso è la velocità con cui si sviluppano gli attacchi. L’intervallo tra la compromissione iniziale e l’interruzione sistemica si misura in ore, non più in giorni. La crescente diffusione della doppia estorsione, in cui gli aggressori criptano i sistemi e minacciano di divulgare i dati rubati, aggrava la pressione sulle vittime che gestiscono informazioni personali sensibili. La cooperazione internazionale esiste ma ha lacune da dover colmare, sul piano della frammentazione giurisdizionale, del divario nella condivisione delle informazioni: la condivisione di informazioni sulle minacce tra governi e settore privato rimane disomogenea, ostacolata da barriere di classificazione, preoccupazioni in materia di responsabilità e dall’assenza di protocolli standardizzati. 

Infine resta il dilemma del pagamento del riscatto. Un divieto di pagamento è credibile solo se i governi investono contemporaneamente nella resilienza che rende superfluo il pagamento: sistemi di backup robusti, risposta rapida agli incidenti e reti di sicurezza finanziaria per le organizzazioni che subiscono interruzioni. Senza tale investimento, un divieto si limita a trasferire il costo del fallimento statale sulle vittime della criminalità informatica. La politica deve essere strutturata correttamente e l’infrastruttura di supporto deve venire prima.

Il recente arrivo della versione di anteprima di Claude Mythos di Anthropic è già molto utile. Rilasciato all’inizio di aprile, Mythos ha dimostrato una straordinaria capacità di scoprire e sfruttare vulnerabilità zero-day nei principali sistemi operativi e browser web, incluse falle che erano sopravvissute a decenni di revisione umana e a milioni di test di sicurezza automatizzati. Il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e il presidente della Federal Reserve hanno convocato una riunione d’emergenza con i CEO delle principali banche per discutere le implicazioni. Anthropic ha limitato l’accesso a Mythos a un gruppo ristretto di partner della difesa. E’ stata una decisione responsabile, ma che sottolinea la rapidità con cui l’intelligenza artificiale sta rimodellando il panorama delle minacce. Quando arriverà la prossima generazione di modelli, il tempo a disposizione per prepararsi sarà ancora più breve.

La Commissione globale sull’intelligenza artificiale responsabile in ambito militare (GC REAIM) si sta occupando di questa problematica. Il suo rapporto, pubblicato e presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2025, ha sottolineato che norme e principi devono essere tradotti in linee guida operative, standard tecnici e governance istituzionale. Senza investimenti mirati in quadri di governance, competenze del personale e coordinamento, gli strumenti di difesa più potenti rimarranno distribuiti in modo disomogeneo e governati in modo inadeguato.

“L’intelligenza artificiale è la capacità difensiva più promettente di cui disponiamo” – sostiene l’importante consulente. Il rilevamento delle minacce basato sull’IA, l’analisi comportamentale e la risposta automatizzata agli incidenti possono identificare e contenere gli attacchi molto più rapidamente rispetto agli analisti umani che lavorano da soli. “Lo studio ISC2 Cybersecurity Workforce Study del 2025 ha rilevato che l’incertezza economica e le limitazioni di bilancio stanno mettendo a dura prova il bacino globale di talenti proprio nel momento in cui la domanda è in forte aumento. Per tutti i paesi, una strategia nazionale per la forza lavoro nel settore della sicurezza informatica, con un organico completo, non è un lusso, ma un imperativo strategico”.

La strategia del Canada

Avversari statali e organizzazioni criminali sofisticate stanno già raccogliendo dati esfiltrati, comprese le ingenti quantità rubate nelle operazioni di ransomware, con l’aspettativa di decifrarli una volta che i computer quantistici renderanno obsolete le attuali protezioni crittografiche. Le valutazioni dell’intelligence suggeriscono che questa capacità potrebbe essere raggiunta già nel 2028. “È fondamentale partire dalle basi operative”. Il Centro canadese per la sicurezza informatica è una delle autorità nazionali più competenti in materia di sicurezza informatica tra le nazioni alleate. Il suo rapporto sulle prospettive delle minacce fornisce una valutazione rigorosa e lungimirante del panorama delle minacce ransomware.

Il suo programma di notifica preventiva degli attacchi ransomware, che ha emesso 336 avvisi tempestivi a oltre 300 organizzazioni canadesi solo nell’ultimo anno fiscale, ha evitato danni potenziali per diversi milioni di dollari. Inoltre, il suo manuale e il kit di strumenti per la preparazione alla sicurezza informatica in caso di attacchi ransomware hanno fornito alle organizzazioni canadesi, comprese le piccole e medie imprese prive di team di sicurezza dedicati, strumenti pratici per rafforzare le proprie difese. Non si tratta di documenti teorici, bensì di strumenti operativi che riducono il rischio reale.

Il Canada ha inoltre adottato un approccio strategico nei suoi investimenti, che sono considerevoli. Il bilancio 2024 ha stanziato 917,4 milioni di dollari canadesi in cinque anni per potenziare i programmi di intelligence e operazioni informatiche. Il Paese ha istituito il Comando cibernetico delle Forze armate canadesi per rafforzare la postura cibernetica sia difensiva che offensiva. È membro fondatore della Counter Ransomware Initiative, partner dei Five Eyes e contribuisce attivamente all’architettura di difesa cibernetica della NATO. Il suo Centro di eccellenza per la sicurezza nazionale integra questi sforzi istituzionali mettendo in contatto il governo con le competenze del settore privato e del mondo accademico attraverso la ricerca, la consulenza strategica e la collaborazione internazionale.

Nel 2025 il Paese ha anche fatto la storia nominando il suo primo ministro dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale, un segnale da parte del governo federale che riconosce l’IA come una priorità strategica trasversale, piuttosto che una mera questione tecnica. Nel suo primo anno in carica, Evan Solomon, il cui portafoglio comprende il calcolo quantistico, ha posto l’accento sulla crescita delle aziende canadesi di IA, sulla promozione di un’adozione responsabile dell’IA e sul rafforzamento della sovranità digitale. Ha fornito un quadro politico che, se adeguatamente finanziato, potrebbe consentire al Canada di assumere un ruolo guida nelle capacità di difesa basate sull’ IA richieste dalla minaccia del ransomware.

Il Canada possiede gli strumenti e le competenze per guidare, e non solo partecipare, alla prossima fase della lotta contro i ransomware. Sarebbe pericoloso non assegnargliela, dati i tempi sempre più stretti.

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