Che cosa succede alle pensioni se diminuiscono i giovani che lavorano e versano contributi? È una delle domande da cui parte Antonio Mastrapasqua ne Il futuro rubato, il nuovo saggio pubblicato da Solferino. Un’analisi dell’Italia che perde capitale umano e fatica a trasformare talento e competenze in crescita.
Giovani che partono, meno lavoratori e pensioni: Mastrapasqua mette insieme tre problemi italiani
Il titolo parla di un futuro “rubato”, ma Antonio Mastrapasqua parte da qualcosa di molto concreto: il numero dei giovani che lavorano, producono reddito e versano contributi. Perché il sistema previdenziale italiano vive anche su un equilibrio generazionale che l’inverno demografico, la precarietà e l’emigrazione stanno rendendo sempre più difficile. È questa una delle direttrici di Il futuro rubato. Pensioni, lavoro, giovani: come invertire la rotta del declino, il nuovo saggio pubblicato da Solferino. Mastrapasqua, per dieci anni ai vertici dell’Inps e presidente dell’Istituto dal 2008 al 2014, guarda alla previdenza partendo dal lavoro e alle difficoltà del lavoro partendo soprattutto dai giovani.
Sulla quarta di copertina il legame viene espresso senza molti giri di parole: “C’è un legame indissolubile tra il lavoro dei giovani e la pensione: non solo quella loro, futura, ma quella della generazione che li precede. La pagano loro. Così come la pensione di quelli che oggi sono figli sarà pagata, un giorno, dai loro figli. Il sistema a ripartizione funziona così, e non c’è ingegneria normativa che possa cambiarlo. Funziona finché ci sono giovani che lavorano e versano contributi. Finisce quando i giovani non ci sono più. È matematica, non politica.“
È probabilmente la frase che restituisce meglio l’impostazione del libro. Mastrapasqua non tratta pensioni, occupazione e crisi demografica come compartimenti separati. Li lega attraverso il funzionamento concreto di un sistema a ripartizione e prova a mostrare cosa accade quando diminuiscono le persone che entrano nel mercato del lavoro mentre cresce il numero di quelle che devono essere sostenute dal sistema previdenziale.
Il problema non è soltanto quanti giovani restano, ma perché decidono di partire
Il libro individua un secondo passaggio nella capacità dell’Italia di trattenere le proprie energie migliori. Parla di giovani che cercano altrove merito, mobilità, competizione e opportunità e attribuisce questa emorragia a un sistema che premia l’immobilismo, rende più difficile la crescita e riconosce con fatica l’eccellenza. Da qui Mastrapasqua allarga l’analisi alla macchina pubblica e alle politiche adottate negli ultimi anni. Nel mirino finiscono gli interventi previdenziali realizzati con “colpi d’accetta”, i bonus distribuiti senza una strategia di lungo periodo, le «quote» ritenute insostenibili e una pubblica amministrazione che deve confrontarsi con decisioni sempre più complesse.
L’autore conosce direttamente quella macchina. Oltre all’esperienza all’Inps, nel 2021 ha fatto parte della Commissione consultiva sulla Riforma della Pubblica Amministrazione istituita dal governo Draghi. Oggi svolge attività di consulenza manageriale ed è presidente di Proger Ingegneria e vicepresidente di Proger Spa. Il libro però non si ferma alla diagnosi. La parte propositiva comprende liberalizzazione del mercato del lavoro, semplificazione normativa, ritorno alle preferenze elettorali e maggiore presenza dei giovani nei luoghi in cui vengono prese le decisioni. Sono proposte che appartengono a terreni diversi, dalla politica economica alle istituzioni, ma che Mastrapasqua riconduce alla stessa esigenza: ridurre gli ostacoli che impediscono a una generazione di partecipare alla crescita del Paese. La tesi più interessante del volume sta proprio nel collegamento tra presente e futuro. Discutere di pensioni significa anche discutere di salari, lavoro stabile, produttività, natalità e possibilità per un ragazzo di costruire la propria vita in Italia. Se quei lavoratori mancano, il problema previdenziale non può essere risolto intervenendo soltanto sull’età di uscita o sulla formula con cui si calcola un assegno.
“Il futuro rubato”, la presentazione l’8 ottobre a Roma
Il futuro rubato ha 224 pagine, è pubblicato nella collana Saggi di Solferino. Il volume sarà presentato giovedì 8 ottobre alle ore 18 a Palazzo Wedekind a Roma. Con Antonio Mastrapasqua dialogheranno Renato Brunetta, Sabino Cassese, Gabriele Fava e Antonio Polito. L’incontro si svolgerà con il patrocinio dell’Inps.


