Le tensioni tra Trump e gli altri leader dei Paesi partecipanti al G7 in Canada si fanno sentire su tutti i listini europei, piegati dai timori di impatti sugli accordi commerciali esistenti ma anche dai segnali di rallentamento dell’economia europea, ma è ancora Piazza Affari a essere la più penalizzata sul mercato azionario confermando la freddezza degli operatori finanziari verso gli asset italiani in questa fase di estrema incertezza legata alle prossime mosse del nuovo Governo Conte. Il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l’1,89% tornando vicino ai minimi dell’anno e ai minimi da agosto 2017 piegato innanzi tutto dalle vendite sulle banche mentre il rendimento dei Btp a 10 anni è tornato sopra il 3,1% ampliando lo spread con i Bund in area 270 punti.
Tra gli istituti di credito le performance peggiori sono state quelle delle ex popolari, forse sulla speculazione di un dietrofront del Governo rispetto recente riforma degli istituti: -4% Banco Bpm, -2,7% Ubi, -2,7% Bper. I cali sono stati comunque trasversali ai vari settori con Cnh e Unipol giù di oltre il 3%. Male il risparmio gestito. In tenuta Ferragamo (+0,3%) e Campari (invariata dopo i conti della concorrente Remy Cointreau). Euro/dollaro in calo sotto 1,18 a 1,1759. Petrolio in discesa sia nel Wti a 65,4 dollari al barile sia nel Brent a 76,4 dollari al barile.

