Economia
Ilva, quota della Cdp non inferiore al 40 per cento. Inisght

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Cassa Depositi Prestiti ha presentato presso lo studio milanese del notaio Carlo Marchetti la propria manifestazione di interesse all'acquisizione di una quota di minoranza di Ilva. Si tratta in realtà di una conferma in quanto la partecipazione di Cdp all'operazione era stata annunciata nel corso di un'audizione dei vertici a fine gennaio in Commissione Attività Produttive della Camera. Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti del Pd vicine al dossier, la quota di Cdp, seppur di minoranza, non sarà comunque inferiore al 40 per cento.
Fin qui l'intervento dello Stato, anche se non diretto. Il decreto Ilva prevede il 10 febbraio come termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse mentre il 30 giugno è la data prevista per la cessione di ramo d'azienda o per il fitto dell'azienda stessa. E, quasi certamente, la strada che verrà intrapresa sarà quella del fitto che verrà modultato con tempi e modi da definire al momento della firma dell'intesa.
La manifestazione di interesse presentata dal Gruppo Marcegaglia lunedì ha proprio come obiettivo il fitto dell'azienda. E - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it -, accanto a questa proposta italiana, potrebbero aggregarsi anche il Gruppo Arvedi, che ha stabilimenti nel Bresciano e quote in diverse aziende, e probabilmente anche il Gruppo Duferco, attivo in Lombardia e in Veneto.
C'è poi il ruolo di Paolo Scaroni che si è candidato a manager e che - secondo indiscrezioni - potrebbe riunire alcuni fondi di investimento, in particolare si parla per il momento di un fondo svizzero, che sarebbero interessati all'operazione del rilancio dell'Ilva. E' del tutto evidente che un fondo di investimento, o più fondi, devono poi lavorare insieme a un gruppo siderurgico quindi non è affatto escluso che, successimente, varie cordate possano unificarsi e accorparsi. Ad esempio la cordata italiana che è nata intorno al Gruppo Marcegaglia potrebbe poi allearsi a uno o più fondi stranieri.
Ma ci sono anche le cordate straniere, essendo una gara internazionale. In particolare, interessati all'Ilva, potrebbero essere i coreani, i cinesi o anche gli indo-francesi della ArcelorMittal, colosso mondiale che ha la propria base europea vicino Marsiglia. Ma fonti dem, comunque, spiegano che anche in questo caso non è escluso che entro il 30 giugno possa esserci un'alleanza tra italiani e stranieri (non solo fondi).
La partita è molto importante per il sistema Italia. Anche perché l'Ilva è da sempre la prima fornitrice per i gasdotti e quindi non solo della Russia (anche se Mosca ha un ruolo molto importante in termini di commesse). L'Ilva di Taranto, in particolare, produce non solo acciaio ma anche tubi, proprio per i gasdotti, sia elicoidali sia longitudinali.
