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Immobiliare, affitti alle stelle: ecco le città in cui è più alta la parte di stipendio che finisce nella casa

Nel mercato immobiliare si considera sostenibile un affitto che non assorbe oltre il 35% del reddito mensile

Immobiliare, affitti alle stelle: ecco le città in cui è più alta la parte di stipendio che finisce nella casa
img tempi di affitto

Immobiliare, Milano e Roma sono le città più care. Palermo tra quelle con il miglior rapporto tra affitto e stipendio

Locare, società specializzata nel mercato immobiliare, ha analizzato i costi medi degli affitti nelle principali città italiani confrontandoli con gli stipendi medi dei residenti per capire quale percentuale di reddito mensile finisca nel canone di locazione. Dal report emerge una forte disparità a livello territoriale. Al Nord si registra una forte domanda di abitazioni e affitti più alti. Al Centro i canoni restano elevati ma il rapporto qualità prezzo è leggermente migliore. Solo in alcune città del Sud il rapporto tra affitto e stipendio è più sostenibile, anche se i salari sono più bassi.

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Nel settore immobiliare generalmente si ritiene sostenibile un canone di affitto che non supera il 30-35% del reddito disponibile. Superato questo limite diventa complicato gestire spese essenziali come bollette della luce e gas, trasporti, spesa alimentare e risparmi. Secondo le stime di Locare la città meno sostenibile è Milano, dove un bilocale di circa 60 metri quadrati in una zona semicentrale può arrivare in media a 1.380 euro al mese. Nel capoluogo lombardo, quindi, l’affitto può assorbire fino al 65,7% del reddito. A Roma, invece, per lo stesso tipo di abitazione il canone medio può incidere anche per il 55,3% dello stipendio.

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In altre città il rapporto tra affitto e reddito risulta più sostenibile. A Torino, ad esempio, si attesta in media per circa il 37,3%. La situazione non è migliore a Napoli, dove per un appartamento di 60 metri quadrati in una zona semicentrale si arriva a un rapporto tra canone e stipendio del 48.8%. Palermo è tra le città meno care con una media del 29,6%.

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