Mentre il caro affitti universitari alimenta proteste e polemiche in tutta Europa, anche in Italia si registrano rincari delle stanze fino al 30% in un anno, persino dove aumenta la disponibilità di alloggi. Ma non ovunque: in alcune città i canoni diminuiscono, anche grazie alle nuove residenze universitarie. È la fotografia scattata da SoloAffitti nella rilevazione di ottobre 2026, che registra gli aumenti più consistenti a Genova (+30%), Reggio Calabria (+20%), Torino (+15-20%), Rende e Pisa (+15%), Roma (+10%) e Catanzaro (+5%). In controtendenza Firenze (-20%), Milano (-15%) e Forlì (-5-10%), mentre i prezzi rimangono stabili a Perugia, Napoli e Bari.
A colpire è soprattutto il rapporto tra domanda e disponibilità di alloggi: a Genova le stanze offerte aumentano del 20%, ma gli affitti salgono del 30%; a Roma, nonostante la riconversione di immobili dagli affitti brevi, i canoni crescono del 10%, a fronte di richieste studentesche in aumento del 15%. A Firenze e Forlì, invece, l’espansione degli studentati si accompagna a una flessione dei prezzi. Un mercato sempre più differenziato, nel quale incidono la posizione degli immobili, la capacità degli atenei di attrarre studenti e le alternative abitative presenti sul territorio.
Dove gli affitti continuano a correre
A Genova, dove si registra il rincaro più elevato della rilevazione, una stanza costa tra 280 e 400 euro nelle zone vicine agli atenei, come San Martino e Albaro, mentre nelle aree più distanti i prezzi oscillano tra 200 e 300 euro. Le richieste rimangono stabili e occorrono circa 60 giorni per concludere una locazione. A Torino gli aumenti raggiungono il 15-20%, con punte del 30% a Santa Rita e Lingotto, dove i canoni variano tra 400 e 600 euro. La domanda si concentra soprattutto nelle vicinanze degli atenei, mentre nelle zone più distanti si registra un rallentamento. A Reggio Calabria i canoni crescono del 20%, pur in presenza di domanda e offerta sostanzialmente stabili, con prezzi tra 160 e 250 euro nella zona universitaria. A Pisa l’aumento è del 15%, con stanze da 290 euro nella zona Stadio-Porta a Lucca fino a 550 euro nell’area Lungarno-Sant’Antonio. A Catanzaro, infine, i rincari si fermano al 5%, con prezzi generalmente compresi tra 250 e 320 euro, che possono raggiungere i 400 euro per camere con bagno esclusivo.
Roma, domanda in crescita del 15% e stanze fino a mille euro
Nella Capitale gli affitti delle stanze aumentano del 10% rispetto al 2025, mentre le richieste degli studenti crescono del 15%, sostenute anche dalla componente internazionale. I canoni oscillano tra 300 e 500 euro nelle zone periferiche e raggiungono i 1.000 euro nelle aree centrali. Una stanza viene affittata mediamente entro dieci giorni. La rilevazione SoloAffitti di settembre aveva già evidenziato forti differenze tra le zone universitarie: nell’area della Sapienza una singola ordinaria costava tra 500 e 700 euro, nelle zone di Roma Tre tra 500 e 650, mentre ai Parioli si arrivava a 800 euro. Per gli immobili nuovi o ristrutturati, soprattutto vicini agli atenei, i canoni raggiungevano i 1.000 euro nell’area della Luiss. Anche la riconversione di appartamenti precedentemente destinati agli affitti brevi aveva contribuito a sviluppare un segmento di fascia alta, con stanze doppie proposte fino a 1.500 euro al mese. Un’offerta che amplia le possibilità abitative, ma non necessariamente quelle economicamente accessibili agli studenti.
Milano, canoni in calo del 15%: studentati, prezzi elevati e università online frenano la domanda
A Milano, dopo anni di forti rincari, il mercato delle stanze universitarie mostra segnali di riequilibrio. I canoni diminuiscono del 15% rispetto al 2025, con prezzi che partono da 450 euro a Rogoredo e raggiungono i 700 euro nelle zone di Solari-Washington. Una flessione che non significa, tuttavia, che trovare un alloggio sia diventato economico. Già a settembre SoloAffitti aveva segnalato un rallentamento delle richieste e la crescente concorrenza degli studentati, con stanze singole generalmente comprese tra 500 e 650 euro e punte di 700. L’analisi di ottobre aggiunge due elementi: i canoni elevati richiesti dai proprietari privati e la diffusione delle università online, che riduce per alcuni studenti la necessità di trasferirsi. Fattori che, insieme all’apertura di nuove residenze universitarie, contribuiscono a spiegare la minore domanda sul mercato tradizionale.
Firenze e Forlì, più studentati e affitti in discesa
A Firenze i canoni diminuiscono del 20% rispetto al 2025, con prezzi compresi tra 400 e 800 euro, spese incluse. L’arrivo di 1.800 nuovi posti letto negli studentati ha ampliato le alternative abitative, mentre l’offerta di stanze private è aumentata del 20%. I tempi medi di locazione rimangono intorno a un mese. A Forlì gli affitti scendono del 5-10%, con canoni tra 250 e 350 euro. Le richieste degli studenti diminuiscono del 20%, anche per la maggiore disponibilità di studentati, mentre le stanze offerte aumentano di una percentuale analoga.
Università più attrattive, cresce la pressione sugli alloggi
La capacità degli atenei di richiamare studenti incide anche sul mercato immobiliare. A Rende, in provincia di Cosenza, l’ampliamento dell’offerta formativa universitaria ha accompagnato un aumento delle richieste e una crescita dei canoni del 15%, con prezzi tra 250 e 500 euro. Le stanze vengono affittate nel giro di pochi giorni. Già nella rilevazione di settembre, SoloAffitti aveva evidenziato il peso della vicinanza agli atenei nelle scelte abitative degli studenti. Un elemento che trova conferma nei dati di ottobre: a Torino le stanze nelle zone universitarie vengono affittate in 7-10 giorni, mentre nelle aree più distanti occorre circa un mese.
Dove i canoni rimangono stabili
A Perugia una stanza costa tra 200 e 350 euro, a Napoli tra 350 e 450 euro nel centro storico e tra 400 e 550 euro al Vomero. A Bari il canone medio è di circa 300 euro, ma le richieste diminuiscono del 15% e i tempi di locazione si allungano fino a circa un mese.
Spronelli: “Servono politiche per la casa capaci di accompagnare la crescita degli atenei”
“Il caro affitti universitari non può essere affrontato con soluzioni uguali per tutti. Ogni città ha esigenze diverse e in questo caso aumentare il numero degli alloggi, da solo, non basta”, osserva Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti. “Serve una programmazione che accompagni la crescita delle università e la loro capacità di attrarre studenti, integrando studentati e sbloccando il patrimonio immobiliare privato non immesso sul mercato. Le politiche per il diritto allo studio e quelle per la casa devono procedere insieme, per ampliare l’offerta e garantire canoni più accessibili”.
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