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Economia
Impregilo-Salini pronta ad assumere 15 mila giovani in Italia

Il colosso delle costruzioni italiano Salini-Impregilo è pronto ad assumere 15 mila giovani nel nostro Paese. L'annuncio è arrivato dallo stesso amministratore delegato del gruppo Pietro Salini a proposito del prossimo piano industriale che avrà una durata quadriennale.

“Vogliamo fare una bella crescita. L'azienda tende ad un raddoppio della sua dimensione in termini strutturali, e quindi necessita di un forte programma di assunzioni”, ha spiegato infatti Salini ai microfoni di Radio 24.

Come dovrà essere il curriculum dei candidati? "Stiamo cercando molti giovani, ovviamente non solo italiani, ma in buona parte italiani. Ora stiamo facendo una serie di programmi insieme alle università. Cerchiamo principalmente giovani ingegneri, giovani laureati in economia, geometri”, ha spiegato Salini.

Salini poi ha anche chiesto di commissariare la burocrazia: "Oggi il mondo delle regole della burocrazia, dal punto di vista della realizzazione, tende a eliminare ogni tipo di responsabilità e quindi rende incapace chiunque di capire chi è il responsabile e se una cosa non si fa o si fa", ha detto l'ingegnere romano, secondo cui "sulle opere strategiche ci vorrebbero dei Commissari Straordinari col potere di fare e con dei poteri straordinari perchè oggi è impossibile riuscire a modificare tutto. Come un bypass quando uno ha un particolare problema".

A proposito di opere fondamentali, Salini ha toccato sia il tema della Salerno-Reggio Calabria sia quello della Tav. L'amministratore delegato di Impregilo-Salini ha definito il tratto stradale del Sud "un'opera straordinaria e la vedrete, per quanto ci riguarda, molto presto, ma il tema incredibile è che un'area del Paese sia praticamente privo del controllo della legalità con cui invece il resto del Paese è amministrato". Ma non solo. "Certo se uno va in un cantiere e vede un militare ogni 50 metri, insomma capisce che c'è qualcosa che non va. Noi ci confrontiamo in tutto il mondo e facciamo le opere in tempi assolutamente diversi. Il problema sono i poteri concorrenti, sono i poteri concorrenti, tutti in Italia.”  Cioè lì comanda la 'ndrangheta? ha chiesto Giovanni Minoli, conduttore su Radio 24. “No, non è solo questo, là comandano un numero impressionante di autorità. Vent’anni di lavori? Io non faccio il politico”, ha concluso Salini.

La Tav, invece, è un’opera strategica per lo sviluppo del Paese", ha spiegato ancora il manager. "Noi stiamo lavorando a tutta forza per poterla avere. I contestatori non hanno nessuna ragione. Se uno guarda la storia delle infrastrutture, in tutti i paesi sono state il motore dello sviluppo ovunque. Questa in particolare. Per Genova è fondamentale, ha un porto che è bloccato dalle montagne. Poteva essere fatta molto prima e avrebbe sviluppato Genova in maniera diversa”.

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