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Economia
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Londra alza ancora l'asticella sulle pensioni. L'aumento della speranza di vita incombe e così, dopo aver già portato nel 2011 l'età pensionabile a 66 anni nel 2020 e a 67 nel 2028, il cancelliere dello Scacchiere  George Osborne ha fatto sapere che il governo Cameron intende ritardare ulteriormente l'uscita degli inglesi dal mercato del lavoro. L'obiettivo, ha spiegato il ministro britannico dell'Economia in occasione del discorso d'autunno alla Camera dei Comuni, è quello di far salire l'età pensionabile a 69 anni entro la fine del 2040. Attualmente, oltre Manica, si va in pensione a 65 anni.

Consapevole dell'impopolarità del provvedimento, misura però necessaria, il cancelliere dello Scacchiere ha spiegato che l'ulteriore innalzamento dell'età pensionabile si rende necessario per controllare seriamente la spesa pubblica, di fronte a un progressivo invecchiamento della popolazione. Una spesa pubblica che, per il momento, dopo il deterioramento delle finanze pubbliche subito dopo lo scoppio della crisi, è sotto controllo.

Nell'illustrare il piano economico di rilancio della Gran Bretagna, Osborne ha sottolineato infatti che il rapporto deficit/Pil è atteso al 6,8% nel 2013/14, al 5,6% nel 2014/15 per poi scendere al 4,4% nel 2015/16 e al 2,7% nel 2016/17. Trend dovuto anche al fatto che "l'economia britannica sta crescendo molto più rapidamente delle altre economie avanzate". Portare, però, l'età pensionabile a 69 anni entro il 2040 consentirebbe a Londra di mettere una seria ipoteca sull'esplosione futura dei conti pubblici, perché permetterebbe di realizzare risparmi per 500 miliardi di sterline nel corso dei prossimi 50 anni.

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Anche grazie alle massicce iniezioni di liquidità della Bank of England a gestione Mark Carney, governatore succeduto il primo luglio 2013 a Mervyn King, il piano economico di rilancio sta funzionando, al punto che entro il 2018 il Paese riporterà il primo surplus in bilancio del millennio.

Osborne si è mostrato ottimista, un atteggiamento positivo assolutamente assente a marzo, in occasione della presentazione del Bilancio, quando il Regno Unito era fresco di perdita della Tripla A e nonostante il politico liberaldemocratico abbia precisato come il mercato del lavoro resti un cruccio per il governo Cameron.

Secondo le stime,  nonostante la lentezza della ripresa nel mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 7% (ora intorno al 7,6%) già nel 2015 e non più nel 2017, come prospettato a marzo. 

Complessivamente, l'economia di Sua Maestà però sta dando chiari segnali di ripresa, ed è per questo che Osborne ha annunciato un miglioramento delle attese sul PIL di quest'anno dallo 0,6% all'1,4% e quelle del prossimo dall'1,8% al 2,4%.

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