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Economia
Intesa esclude la manovra correttiva. Il debito pubblico salverà Matteo Renzi
gregorio de felice
 

di Andrea Deugeni
twitter@andreadeugeni

"Il minore costo del debito del 2014 consentirà al governo Renzi di evitare una manovra correttiva di fine anno per compensare la minore crescita del Pil, che nel Def è stato stimato in aumento dello 0,8%". Lo spiega ad Affaritaliani.it l'economista Gregorio De Felice, capo dell'ufficio studi di Intesa-Sanpaolo, intervistato da Affaritaliani.it a margine della presentazione dell'accordo (10 miliardi) per le Pmi fra la banca e la Piccola Industria di Confindustria.

"Rispetto al 2013, il miglioramento è innegabile anche se siamo in ritardo ripetto agli altri Paesi avanzati europei", spiega De Felice secondo cui "se il dato sul Pil del secondo trimestre sarà deludente, Intesa abbasserà le stime sul 2014 dallo 0,4% allo 0,1%.

Il centro studi di Intesa Sanpaolo e quello della Confindustria hanno dato stime peggiorative, rispetto a quelle del governo Renzi nel Def (0,8%), sul Pil 2014. Come valuta la congiuntura anche alla luce del recente dato negativo sulla produzione industriale?
"Bisogna partire da un presupposto: le fasi di svolta del ciclo economico non sono mai lineari e sono anche le più difficili da prevedere. Detto questo, l'economia non è più in una tendenza recessiva ma neanche in una fase di ripresa. In questo momento i dati sono contradditori".

Quali sono?
"Ci sono indici di fiducia che vanno molto bene sia per le famiglie sia per le imprese mentre la produzione industriale è altalenante: un mese è positiva, un altro invece negativa, come è accaduto fra aprile e maggio. Intesa si attende per il 2014 un Pil in crescita dello 0,4%. Se il dato sul secondo trimestre che verrà comunicato dall'Istat il 6 agosto dovesse deludere, saremmo costretti a rivederlo al ribasso, stimando una crescita dello 0,1%. Questo è ancora un anno di transizione".

 

Cioè?
"E' un anno in cui alcuni provvedimenti del governo Renzi come gli 80 euro o alcune misure che stanno cercando di ritoccare la struttura produttiva delle imprese non hanno ancora avuto modo di riflettersi sull'economia".

Ma questi provvedimenti impatteranno sul Pil del 2014?
"Sì, la misura sugli 80 euro impatterà per uno 0,2% e un altro 0,2% arriverà dal pagamento alle imprese dei debiti arretrati della Pubblica Amministrazione. Ci stiamo confrontando però con uno scenario che ha visto il Pil diminuire dell'1,9% lo scorso anno. Ci troviamo in una fase di miglioramento anche se transitoria. Il miglioramento è innegabile anche se siamo in ritardo ripetto agli altri Paesi avanzati europei. In particolare, verso la Germania".

Come uscire da questa impasse entro la fine dell'anno?
"Bisogna insistere nel cercare di riallocare il peso della tassazione, alleggerendolo come chiede la Commissione europea sui fattori produttivi e incrementandolo invece sulle attività finanziarie e sui consumi. E' una raccomandazione che Bruxelles ci fa da tre anni. L'Italia ha fatto qualcosa. O si riesce a tagliare maggiormente la spesa e a colpire di più l'evasione fiscale, altrimente bisogna redistribuire le voci delle entrate tributarie".

Par di capire che il governo Renzi sarà costretto a fare una manovra correttiva entro la fine dell'anno...
"Anche se la crescita sarà certamente inferiore rispetto a quanto previsto dal governo, c'è la possibilità per il governo di compensare le risorse che mancheranno con una minore spesa per interessi. Renzi è stato più prudente in termini di tassi previsti rispetto a quelli che stiamo osservando ora sul mercato".

Quindi esclude una manovra correttive in autunno grazie al minore costo del debito pubblico?
"Esatto. Il vero tema nella manovra di bilancio però è la Legge di Stabilità per il 2015. Il prossimo anno, per confermare gli 80 euro serviranno 7 miliardi di euro, perché quest'anno alcuni proventi sono stati una-tantum come l'incremento della tassazione sulle plusvalenze della Banca d'Italia e perché ci sono sul tavolo delle spese indifferibili che valgono 6 miliardi".

E quindi?
"La spending review dovrà passare dai 2-3 miliardi del 2014 ai 18 nel 2015. Una manovra estremamente forte e importante e anche per questo il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan sta anticipando i lavori per la Legge di Stabilità".

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