Tim e Fastweb+Vodafone, il contenzioso sui contratti delle torri e le scadenze contestate
Inwit sale in Borsa di oltre il 2% sulla notizia che gli azionisti di riferimento stanno lavorando al finanziamento di una possibile offerta per il delisting del titolo a Piazza Affari.
La società delle torri di tlc per le comunicazioni mobili era stata oggetto di forti ribassi nei mesi scorsi dopo che Tim e Fastweb+Vodafone, che sono i maggiori clienti di Inwit, avevano disdetto anzitempo i loro contratti di affitto dell’infrastruttura.
La società francese di private equity Ardian (che detiene il 32%) e il veicolo di investimento Oak Holdings 1 (39%), quest’ultimo sostenuto dai coinvestitori Gip (Blackrock), Vodafone e Kkr, starebbero dunque valutando un’offerta per l’acquisizione delle quote di minoranza di Inwit.
Secondo fonti finanziarie, gli azionisti stanno discutendo il finanziamento dell’offerta con le banche e, nell’ambito del piano, la società di investimento di Abu Dhabi Mubadala dovrebbe acquisire una partecipazione nella società.
Inwit, quotata alla Borsa di Milano dal 2015, è stata oggetto di speculazioni su una possibile acquisizione da quando, a febbraio, un’indiscrezione stampa francese aveva riferito che il fondo infrastrutturale Ardian e il gruppo di investimento Brookfield erano interessati a ritirare dal listino la società italiana.
Inwit è rimasta invischiata in una controversia con i suoi due principali clienti, Tim e Fastweb+Vodafone, che hanno entrambi avviato le procedure per rescindere i contratti di affitto delle torri di trasmissione al 2030 nel tentativo di rinegoziarli a condizioni più favorevoli. Naturalmente Inwit, che ritiene i contratti validi fino alla naturale scadenza, ossia il 2038, si è rivolta al tribunale, ma ci sono anche tentativi di negoziazioni tra le società per evitare una causa giudiziale che sarebbe molto lunga.
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