“Il titolo che avete scelto per questa assemblea attesta il desiderio di proseguire, andando al di là delle stesse specifiche professionalità, per contribuire, con i valori e le competenze che vi appartengono, ad affrontare le sfide del nuovo cambiamento d’epoca che abbiamo di fronte, che è in corso. Sollecita, in questo percorso, la riaffermazione dell’autonomia propria del dirigente unitamente al ruolo sociale sviluppato per affermare obiettivi di progresso per l’intera comunità, in obbedienza all’etica che guida ciascuno nell’esercizio della propria professione e, per quanto riguarda i funzionari pubblici, il dovere di esercitare la propria attività a servizio esclusivo della nazione”. Lo ha affermato il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’80/mo anniversario della Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità).
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“Il vostro essere parte del tessuto della Repubblica ha significato, per i dirigenti, pagare anche prezzi alti. – ha continuato il capo dello Stato – E’ avvenuto durante il terrorismo, quando le Brigate Rosse assunsero alcuni dirigenti come bersaglio per cercare di smantellare riferimenti del nostro modello di vita. A Pietro Coggiola, Carlo Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano, Giuseppe Taliercio, assassinati perché ridotti a simboli da un feroce delirio ideologico, rivolgiamo il nostro pensiero”. L’Italia avrebbe presto sconfitto il terrorismo grazie ai propri valori civili e alla propria unità. Quell’unità di fondo – ha sottolineato ancora – che non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena”.
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“L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire. La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui nessuno intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni. Vi auguro di affrontare le sfide che ci attendono con tutta la grande energia e l’alta fiducia di cui siete capaci”. ha detto poi Mattarella.
“L’alleanza del lavoro, premessa, nella nostra Costituzione” insieme al “carattere universale di diritti della persona, e nel contempo dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale e il paradigma del nostro modello di vita. Un’alleanza che deve saper guardare al futuro e quindi ai giovani”, ha concluso Mattarella.
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